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Ed eccoci arrivati a dicembre, il mese delle luci, dei lustrini, dei doni.

Sono giorni questi che vedono la creazione di un piccolo mondo di speranze e di attese sotto ogni albero, albero che diviene custode e testimone di quella magia che ci accompagna e ci toglie il respiro quando togliamo il fiocco e scopriamo il regalo che qualcuno – magari anche sbagliando – ha pensato solo per noi.

Per me le festività sono l’occasione ideale per stilare una lista di libri che mi piacerebbe scartare e assaporare nei giorni che salutano l’anno in corso e che accolgono, correndo, l’anno nuovo.

Ecco perché per voi ho immaginato tre mandorle letteral-natalizie caratterizzate ognuna da un differente retrogusto.

Oggi la mandorla è per coloro che sono sempre di corsa, che non hanno mai abbastanza tempo; per coloro che vogliono tutto e subito e che riconoscono – come loro mantra – il binomio organizzazione efficiente.

Qui il retrogusto deve essere immediatamente appagante e la completezza piena, si deve impiegare il minore tempo possibile per avere la massima resa.

Nanoracconti. 250 racconti da 250 battute”, curato da Pietro Damiano, è il libro che fa per voi, poiché in maniera impeccabilmente concisa riesce a percorrere l’intero perimetro emozionale.

La tecnologia e la velocità con cui dobbiamo fornire informazioni e risposte ci impone di essere sintetici in ogni ambito, ma spesso questa sinteticità danneggia il contenuto e la sua qualità.

In queste pagine, invece, le parole sono al servizio di una storia e sono cercate in maniera accurata per regalare una visione chiara e precisa.

C’è un universo di emozioni, di relazioni, di rapporti in queste narrazioni di una manciata di righe, righe che però sono sufficienti per sorridere, per sospirare, per riflettere, per riconoscere una quotidiana attualità.

E’ complicato incartare con l’ultimo pezzo di carta dorata quella voglia che ci assale davanti a quel piatto così calorico ma così tremendamente buono.

Non è semplice cucire un vestito di parole contate su quel sentimento così grande che nasce dal cuore, corre a perdifiato lungo le vene e accende di splendore quei due fari che si specchiano in altri due fari.

E’ dirompente la forza delle immagini dipinte negli spazi lasciati bianchi, nelle insenature di eventi che hanno un qualcosa di reale, di familiare, di troppo ricorrente. Se da un lato un doloroso movimento di mani segna un rosso sentiero o un nero labirinto, dall’altro il mare porta con sé l’eco della sofferenza umana. Se una terra viene devastata da scosse di brividi, l’abbandono del migliore amico diventa intollerabilmente crudele.

Non è facile far entrare la luce scomposta di una storia in una pallina innevata. Il vetro protegge sia i bei sentimenti genuini sia le pagine che non aspettano altro di essere lette. Quello stesso vetro sa anche però nascondere e custodire un tagliente addio e una fame di amore e di sogni.

Abbandoniamoci, dunque, a queste letture, magari sorseggiamole al tempo di un caffè, saranno poi loro a darci un motivo per rallentare il ritmo e soffermarci su ciò che davvero conta.

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Here is December, the month of lights, sequins and presents.

These days see the creation of a little world with hopes and waits under every Christmas tree which becomes a guardian and a witness of that magic moment when we uncover the gift that someone bought only for us, even if the gift is wrong.

For me these feast days are the perfect situation to compile a books list that I would want to unwrap and to taste during the final and initial year days.

For you I imagined three Christmas literary almonds each one with a different aftertaste.

Today the almond is for people who always are in a hurry, who have never time; for people who want everything immediately and who hug the efficient organisation mantra.

Here the aftertaste has to be instantly satisfying, sated, complete, with small time and big return.

Nanoracconti. 250 racconti da 250 battute” (Small tales. 250 tales with 250 characters), curated by Pietro Damiano, is the book for you because it traverses all emotional perimeter in a brief and impeccable way.

The technology and the information velocity ask us to be synthetic in every setting, but this conciseness often damages the contents and its quality.

Instead in these pages the words are at the service of a story and they are valued accurately to donate a clear and precise vision.

There is an universe of emotions, relationships, rapports in these short narrations: its lines make to smile, to sigh, to think, to recognise our current events.

With the last golden paper piece it is complicated to wrap the desire that besieges us in front of that calorie and yummy dish.

It isn’t simple to sew a limited words dress on a big feeling that is born from the heart, it flows on blood vessels and it illuminates of splendour those two beacons that look in the mirror other two beacons.

There is an explosive intensity in the images painted in the white spaces, in the events creeks that are real, domestic and recurring. On the one hand there is a painful hands motion, which marks a red trail or a black labyrinth, on the other hand there is the sea, which brings the human suffering echo. There is a ground devastated by the earthquake and there is the cruelty of the best friend abandonment.

It isn’t easy to insert the story light in a glass little ball with the snow: that glass defends beautiful and natural sentiments and pages that we will read. But that glass also hides and guards a sharp goodbye and a hunger for love and dreams.

Let’s dedicate our time to these readings; let’s sip them during the coffee time because they will give us a reason to slow down and to think about what is important.

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