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Con le luci accese a festa, gli addobbi a lambire ogni angolo della casa e brillantini che fanno capolino nei posti più inaspettati, è un piacere proporvi la seconda mandorla letteral-natalizia.

Oggi penso a tutti coloro che amano trascorrere le festività con il proprio nucleo familiare, numeroso o meno che sia, coloro che – seduti a tavola davanti al panettone – vorrebbero dire ma non dicono, coloro che, invece, trovano il coraggio di parlare e di segnare così gli eventi a seguire.

La mandorla odierna è per tutte quelle persone che, comunque, credono nell’affetto e nel porto sicuro della famiglia, accettando che ogni famiglia, anche quella apparentemente perfetta, nasconda dei segreti, talora inconfessabili, talaltra inaccettabili.

Il retrogusto in questo caso affonda le sue radici nella memoria, nell’ingannevole convinzione che il passato irrisolto possa essere sepolto o possa essere arginato dal mancato ritorno. Qui le ferite dell’anima vengono disinfettate e coccolate in modo che possano guarire una volta per tutte e possano abbandonare quel letto buio e polveroso in cui sono state ricoverate.

Trame d’infanzia” di Lucilla Schiaffino è un libro strepitoso, non solo perché è scritto bene, ma perché è una bomba sul cuore che finisce per detonare in una manciata di farfalle. Queste righe sono un bagaglio emozionale che ci carichiamo sulle spalle e di cui sentiamo tutto il peso, un peso che sopportiamo e a cui partecipiamo accanto ai personaggi che qui vi abitano.

Tullio e Maria amalgamano perfettamente diverse combinazioni caratteriali e rappresentano quello zoccolo duro originario che tiene unito il nucleo familiare che si è costruito e che con il tempo si è fatto sempre più nutrito.

Ci muoviamo tra nomi con cui prendiamo subito confidenza, nomi che portano con loro realtà anche spigolose, nomi che rimangono incisi sul nostro nastro sentimentale.

E così troviamo Titti, la regina della calcolata organizzazione; Stefano, suo fratello e papà di Emma, che – quando il gioco comincia a farsi duro sul serio – mostra la sua presenza e fa sentire la sua voce; Riccarda, con il suo personale strumento per superare i momenti non graditi e la sua fascinosa e impeccabile apparenza di cristallo che nasconde però tante piccole crepe sul punto di lacerarsi; Adriano, figlio di Titti, aria da ragazzo per bene e mani rivestite di spine; Emma, istintiva e legata a nodo stretto con la nonna Maria, che sa però farsi da parte per un bene superiore.

E poi c’è Allieri, terra protagonista di estati, festività, immagini; spettatrice di una perduta infantile innocenza e di giochi che di bambino hanno perso il tocco.

Intrecci generazionali scorrono tra le dita, dinamiche relazionali emergono tra i non detti, sottili ascendenti fanno da sfondo al veloce dipanarsi degli eventi, nati da un pensiero che non ha avuto la forza o il coraggio di farsi parola.

Ma c’è sempre un’occasione in cui il cuore prende il sopravvento e fa cadere quella maschera che ci siamo costruiti per affrontare la strada in salita che vediamo davanti a noi. Può essere un momento più o meno lungo quello che viviamo da nudi, ma quel momento condizionerà inevitabilmente il nostro agire futuro.

I vincoli di sangue non legano necessariamente, è l’affetto e la voglia di esserci che determinano la vicinanza fra due persone. E Riccarda ed Emma, così differenti, finiscono per diventare un’unica donna dalle mille sfaccettature, unite da un incantesimo travestito da amore e nuove attenzioni e legate in un abbraccio senza tempo.

Perché credo che una cicatrice dell’anima altro non sia che uno strato protettivo di rugiada nato per ricordarci ogni giorno quello che abbiamo sopportato, ma che – alla fine – siamo stati in grado di superare.

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I am very happy to suggest you the second Christmas literary almond when the lights illuminate the room, the decorations touch the wall and glitters are all over the place.

Today I think of people who love to pass the feast days with own big or small family, people who – at the table in front of the panettone – would want to say but they don’t say and people who tell and then they influence next events.

The almond is for people who believe in family love and protection, people who accept that every family hides unmentionable and unacceptable secrets, even if the family is seemingly perfect.

The aftertaste sinks into the memory, into the misleading certainty that the unresolved past can be buried or controlled with the missed return. Here we disinfect and cuddle the soul wounds, so they can cure and leave that dark and dusty bed where we sheltered them.

Trame d’infanzia” (Youth plots) of Lucilla Schiaffino is a sensational book because it is written very well and because it is a bomb on the heart that finishes to explode in a handful of butterflies. These lines are an emotional luggage that we carry on our shoulders; we feel all the weight, we support it and we share it with the characters who live here.

Tullio and Maria mix different character combinations perfectly. They represent the original hard core which unites the family that expanded in the time.

We become familiar with the names, which carry situations difficult too and mark themselves on our sentimental tape.

There is Titti, the queen of the calculated organisation; Stefano, her brother and Emma’s dad, who shows his presence and makes his voice heard when the going gets tough; Riccarda, with her personal instrument to overcome the unpleasant moments and her charming and impeccable crystal appearance that hides a lot of small fissures near to the laceration; Adriano, Titti’s son, air of a decent boy and thorns hands; Emma, an instinctive soul who is very close to her grandmother Maria, a soul that stands aside for a superior love.

And then, there is Allieri, the main land of summer times, feast days, images; it is a viewer of a lost childhood innocence and the adult games.

Generational twists flow between the fingers. Relational dynamics appear between the unsaid words. Thin influences are the context where the events happen, events which were born from a thought that didn’t have the energy or the courage to become word.

But there always is an opportunity where the heart prevails and drops the mask which we erect to face the road going uphill that we see ahead. The moment where we live naked can be long or short, but it will influence our future actions.

The blood bonds don’t connect necessarily because the love and the desire to be there create the affinity between two people. So, Riccarda and Emma – two different women – become only one woman with many sides and a spell dressed up as love and new attentions and a timeless hug unite them.

Because I think a soul scar is a protective layer of dew created to remember us every day what we bore and finally passed.

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