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Ci sono autori che con la parola riescono a imprigionarti in una conchiglia di meraviglia. Ci sono autori che quando li incontri ti travolgono con il loro entusiasmo. Ci sono autori che con un’occhiata e un gesto ti ammaliano e ti portano dentro una narrazione che diventa anche tua.

Uno di questi autori è lo strabiliante Roberto Mercadini che ho avuto il piacere di rivedere in quel di Cesenatico per la presentazione del suo affascinante romanzo “Storia perfetta dell’errore”. E’ vero, il cielo minacciava pioggia, ma l’atmosfera era quella intima scaldata da chi era lì per conciliare cultura e vacanza con il sorriso appagato di essere dove si doveva essere.

Roberto è una voce che merita di essere letta e – se ne avete la fortuna – anche sentita.

Roberto è un divulgatore poetico che ammalia e seduce.

Roberto è un dotto spiccatamente umano e un abile condottiero che ci guida in un viaggio ad alto tasso di cultura dove la protagonista è la nota stonata, quell’imperfezione che fa volgere lo sguardo verso l’altrove, disegnando un panorama inizialmente inimmaginabile.

Il libro che abbiamo tra le mani è cosmopolita, illumina per sottrazione, analizza “luoghi comuni” scardinandoli dal loro uso superficiale e scontato, affronta la paura che caratterizza l’essere umano.

Quella che si dispiega in queste righe è una storia tra due passioni, quella di Selene e quella di Pietro, una storia vista alla luce di errori che hanno cambiato la Storia e la vita di chi ne è stato personaggio principale. In maniera magistrale, Roberto accende l’interesse su episodi che, letti in controluce, forniscono un appoggio per qualsiasi anima che si trovi persa. Le narrazioni che Pietro scrive a Selene sono insegnamenti attuali e densi di significato che stimolano la meditazione e fungono da nutrimento per un amore che travalica ignoti confini.

E allora accostiamoci a Galileo Galilei, a quella “Luna” che attira l’attenzione di scienziati e di poeti e a quella sua idea di perfezione così calzante per due cuori che continuano a battere lottando contro la forza della ragione.

Ammiriamo la “curiosità vorace” di Fosco Maraini che, facendo propria la cultura in cui si era inserito, è riuscito a salvare dalla morte se stesso e il suo nucleo familiare, divenendo un esempio di voglia di conoscere che caratterizza ogni innamorato.

Stupiamoci innanzi alla vicenda – condita da sorrisi amari e “insulti” – che ha visto emergere la figura di William Shakespeare e lasciamoci avvitare dal racconto della “Torre di Babele” e dal ruolo chiave giocato dalle “parole”, pronunciate in lingue differenti, raccontate per amore, unite nell’intento comunicativo.

Questo romanzo è speciale sia perché sa dosare il tempo, non facendosi imbrigliare dalla veloce frenesia tanto cara alla contemporaneità sia perché raddrizza le prospettive, mostrando il senso delle cose partendo proprio da quella sbavatura che tinge di “arcobaleno”.

Queste pagine incidono un segno profondo e hanno la virtù di richiamarti per una nuova lettura – più o meno approfondita – quando meno te lo aspetti. E se ancora oggi continuo a sfiorare con le dita e a visualizzare da ogni angolazione quella dedica scritta con il pennarello marrone è perché dietro quel colore si nasconde una possibilità.

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There are authors that with the word trap you in a shell of astonishment. There are authors that when you meet them overwhelm you with their passion. There are authors that with a look and a gesture charm you and they bring you into a narration which becomes yours.

One of these authors is Roberto Mercadini, an amazing man who I saw again at Cesenatico for the presentation of his charming novel “Storia perfetta dell’errore” (Perfect story of the mistake). In that circumstance, the sky threatened rain, but the environment was intimate and every person was there to reconcile knowledge and vacation with the satisfied smile to be where each one wanted.

Roberto is a voice to read and above all to hear.

Roberto is a poetic popularizer who charms and seduces.

Roberto is a human intellectual and an expert leader who accompanies us into a cultural journey where the protagonist is the note out of tune, that imperfection which brings the gaze elsewhere, drawing a new panorama.

This book is global, it lights up by subtraction, it examines clichés (“luoghi comuni”) deconstructing its superficial and expected use, it faces up to the human fear.

In these lines there is a story between Selene’s passion and Pietro’s passion, a story watched in light of the mistakes that changed the history and the life of who was a main character in it. In a masterly manner, Roberto turns on the interest about events that, read against the light, supply a support for every missed soul. The tales that Pietro writes to Selene are current lessons and rich of sense; they incite the meditation and feed a love that go far the unknown borders.

So, let’s approach the famous Galileo Galilei, that moon (“Luna”), which attracts the attention of scientists and poets and that his perfection idea, so suitable for two hearts that continue to beat battling the energy of the reason.

Let’s admire the voracious curiosity (“curiosità vorace”) of Fosco Maraini who, internalizing the culture where he lived, saved himself and his family from the death, becoming an example of the desire of knowledge that distinguish every enamoured.

Let’s follow the affair – spiced with bitter smiles and insults (“insulti”) – where William Shakespeare emerged and the tale of the tower of Babel (“Torre di Babele”) and the leading role of the words (“parole”), words pronounced in different languages, words narrated for love, words joined a communicative aim.

This novel is special both because it doses the time, not considering contemporary fast frenzy and because it straightens the perspectives, showing the sense of things starting from that flaw which paints of rainbow (“arcobaleno”).

These pages engrave a deep sign and, when you don’t expect it, they call back you a new read – more or less analyzed. And if today I continue to touch lightly and to visualize from every corner that dedication written with the brown marker is because behind that colour there is a possibility.

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