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Quando eleggiamo uno o più autori ad autori del cuore è perché essi riescono, con le loro parole, a squarciare quella patina artificiosa e superficiale che portiamo addosso. Anche io ho autori che custodisco benevolmente tra le mie pieghe più intime e che leggo con il contagocce per consentire al piacere della loro compagnia di perdurare.

Come ho avuto la fortuna di anticipare nella mia conversazione con Riccardo, in queste righe viaggeremo all’interno dell’ultima raccolta poetica di una donna generosa e dalla gentilezza straordinaria. Una donna nata per scrivere poesie. Una donna capace di imprigionare nelle parole l’essenza di ciò che ci circonda e di ciò che ci sovrasta. Questa donna fa parte a pieno titolo dei miei autori del cuore e si chiama Mariavittoria del Pozzo.

E proprio per questa ragione, mi sono imposta una lettura cauta e accurata affinché l’affetto umano lasciasse il posto a un distacco critico, ma temo di non esserci riuscita nonostante abbia fatto decantare l’impatto emozionale.

La magica immedesimazione che scaturisce spontanea dal calore culturale e di sostanza che emerge dalle poesie raccolte in “Esserci e Riconoscersi” implica una lettura meditata, mediata, non affrettata e dedita ad assaporare e approfondire ogni singola parola lasciando al significato profondo il tempo di salire in superficie e allo splendore incantato di esplodere.

La sua cifra stilistica è inconfondibile: aprire un libro di Marvi è come tornare a casa e abbracciare l’amato padre, inebriandosi del profumo di un amore senza tempo. La sua scrittura priva di maschere è uno scorcio realista in chiave idillica che, orlando spazi e attimi, risponde a una richiesta di bellezza.

Non è una poetica scontata e dozzinale, gli incastri di parole con cui ci confrontiamo sono strabilianti e raffinati, anche quando con passo lieve e soave ci approcciamo ad argomenti più introspettivi. La passione sottesa a ogni componimento travalica la pagina scritta riuscendo a costruire un pop-up di poesia nella poesia.

Tra queste pagine troviamo tutto quello che l’autrice ama e che noi abbiamo imparato ad amare con lei: il mare, la montagna, Torino, i rapporti umani, la natura. Da ogni singolo vocabolo emerge il ruolo dell’“amore”, suo rifugio prediletto che indossa ora le vesti dell’amore tonante e coniugale, ora quelle dell’amore filiale e fraterno, ora quelle dell’amore per la vita e per i piccoli dettagli che accendono le sensazioni. Il cuore della poetessa è adagiato sul foglio con una nomenclatura emozionale che anche quando non dichiarata vive tra gli spazi bianchi.

L’inchiostro prima e l’immaginazione poi fungono da innesco sensoriale per comprendere ciò che ci circonda e a cui abbiamo smesso di badare, un quotidiano illuminato da una luce romantica che coglie un dettaglio e lo eleva riempiendolo di senso.

E’ il “tempo” il concetto da affrontare fra battaglia e accettazione, fra l’andare incontro alla luce e alla vita senza timori e un affresco sulla morte. Perché tutto merita di essere vissuto e nemmeno il fascino e l’insegnamento intrinseco di una sola ora devono essere sprecati al fine di essere conteggiati nel bilancio di una vita trascorsa. Anche il “dolore” e le sfumature meno rosee vanno sentiti sul serio: essi sono sentimenti acuti e laceranti che creano solchi apparentemente spopolati che ripercorrono un’identità formata.

In un’intensa girandola emozionale assaggiamo gli ingranaggi della nostra rinascita strutturata in nuovi cicli vitali che ci portano a custodire chi siamo veramente e, pur accettando i nostri limiti, a non fermarci al finito per spiccare il volo verso un infinito adornato da un impalpabile “silenzio”.

Marvi rende giustizia alla meraviglia inarrivabile della natura solo con le parole e la natura la ricompensa mostrando il suo essere “Metafora” dei moti sensoriali terreni e il suo essere specchio dell’uomo.

Dopo l’ultima pagina ci rimane impressa l’immagine di una donna fiera e serena nei suoi anni, appagata  della sua esistenza, ma, con passione, entusiasmo e curiosità, sempre in cerca della “grazia”. Ed è questo che l’autrice ci insegna fin dal titolo: vivere – essendoci davvero – nel qui e ora godendo di ogni attimo e riconoscere la vicinanza di anime affini ascoltando il proprio cuore.

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We elect an author ‘heart author’ because with his words he is good to break the artificial and exterior patina that we have. I have heart authors too: I keep them between my deep creases kindly and I read them counting every word so that the pleasure of their company persists.

I have disclosed this post during my conversation with Riccardo and in these lines we are going to travel into the latest poetical collection of a generous and kind woman. A woman destined to write poems. A woman able to block into the words the core of the world around us and over us. This woman is one of my heart authors and her name is Mariavittoria del Pozzo.

For this reason, I forced myself a prudent and accurate reading so that the human affection is replaced by a critical objectivity, but I think I was not able to did it although I decanted the emotional impact.

From the cultural and significant warmth, which emerges from the poems put in “Esserci e Riconoscersi” (To be there and to recognise each other), arises the magic identification that entails a meditated reading, an indirect reading, a slow reading, a reading to taste and analyse every word so that the deep meaning comes up and the enchanted splendour blows up.

Her style is unique: to open Marvi’s book is like to return to home and to hug the loved dad, smelling the inebriating scent of eternal love. Her writing is masks free and it is a realistic and idyllic perspective that, hemming spaces and moments, reply to a beauty request.

It is not a predicted and ordinary poetry, the words joints are astonishing and polished, even when – with a soft and pleasing step – we take on introspective themes. Under every composition there is passion that it crosses the written page building a poetical pop-up.

In these pages we find what the author loves and what we learnt to love with her: the sea, the mountain, Turin, the relationships, the nature. From every words appears the love (“amore”) role, her favourite refuge that dresses now the booming and conjugal love clothes, now the filial and brotherly love clothes, now the love for life clothes and the touching details love clothes. The poetess heart laid down the paper with an emotional nomenclature which lives between white spaces even if it is not manifest.

The ink and the imagination are a sensory primer to understand what live around us and that we stopped seeing, an everyday illuminated by a romantic light which grabs a detail and improves it of sense.

The time (“tempo”) is the concept to tackle between battle and acceptance, between to live the light and the life without fright and a death canvas. Because all requires to be lived and every hour, with its appeal and innate teaching, has to be counted in a life analysis. We have to feel really also the pain (“dolore”) and the not rosy shades: they are acute and excruciating sentiments which create populous scars that retrace a full-formed identity.

In a strong emotional windmill we taste the mechanisms of our rebirth organised in new vital cycles which accompany us to safeguard our essence and, approving our human limits, to take wing toward an infinite decorated with impalpable silence (“silenzio”).

Only with her words Marvi honours the invaluable magnificence of the nature and the nature rewards her with its metaphorical (“Metafora”) essence of worldly sensory gestures and its talent to be a human mirror.

After the last page there is the image of a proud woman, a serene woman in her years, a woman pleased with her existence who always looks for the gracefulness (“grazia”) with passion, enthusiasm and curiosity. Since the title the author coaches us to live here and now effectively, benefiting to every moment and to recognise the proximity of similar souls listening to own heart.

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