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Quando una narrazione riesce ad andare oltre la narrazione stessa e creare anse da riempire con riflessioni e approfondimenti è una narrazione riuscita.

Corpi senza storia. Un’indagine del commissario Lombardo” di Giuseppe Petrarca è una narrazione ben riuscita.

La trama è abilmente costruita e lo stile espositivo coinvolge tenendo viva l’attenzione e lasciando un varco anche per una leggerezza vellutata in un’oggettività formale.

La descrizione dei luoghi diviene humus da cui nascono sia stati emozionali sconvolgenti e dal forte impatto turbante sia stati d’animo indotti da fattori esterni.

Tutto è al servizio della storia, anche il vocabolario specialistico e una ricerca lessicale puntuale e a tratti poetica, una terminologia che porta a scorgere, tra le righe, un’attualità nascosta.

Queste pagine hanno il pregio di odorare: è raro che un libro si concentri e coinvolga l’olfatto andando a ricreare un contesto alimentato da più sensi.

Le vicende raccontate sono dinamite pronta a fare detonare l’idea sottesa alla parola ‘persona’. Perché una persona non è solo organi, carcassa da portare allo stremo; una persona è anche cuore e sentimenti. Ce lo dimostra bene l’autore scandagliando internamente ed esternamente l’essere umano, guardando con una lente le sue fragilità, il suo coraggio nei momenti bui, le sue azioni. E proprio dietro ogni azione ci si aspetta di trovare una giustificazione solida e importante, talora però si resta amareggiati nel ravvisare solamente un mero moto egoistico.

In questo libro è il lettore a caricare di emozioni le parole, a viverle empaticamente, indignandosi, affliggendosi, sperando.

Leggendo il lavoro di Giuseppe maneggiamo ingredienti di qualità:

– un commissario attivo e diviso fra una straordinaria diligenza professionale e un cuore che reclama battiti di affetto

– il “Male” che assume fisionomie impensate, scava incavi ben celati ed erige mura che elegge a casa

– la bellezza dei dettagli che troppo spesso diamo per scontati, anche quando scontati non sono

– un iter investigativo vissuto in prima persona, condito con tranelli, false piste, particolari da non tralasciare

– il mondo della psichiatria, con le sue vittime, i suoi paladini, i suoi dominatori, le sue crepe, i suoi successi

– il percorso dentro il disturbo mentale, considerato in senso umano, filosofico, strutturale e dentro quegli impulsi interiori che finiscono per danneggiare chi li subisce e non li domina

– l’impotenza al cospetto della fine e la ricerca estrema di una ragione nella realtà

Appena girata la copertina inizia un viaggio che ci spinge sempre più a fondo, così a fondo da sentire l’olezzo della crudeltà umana capace di potare la vitalità dell’esistenza.

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When a tale goes beyond the same tale and it creates spaces to fill with considerations and researches it is a good tale.

Corpi senza storia. Un’indagine del commissario Lombardo” (Bodies without story. An inquiry of the police commissioner Lombardo) of Giuseppe Petrarca is a good tale.

The plot is assembled skilfully and the expository style interests keeping the attention lively and leaving a crossing even for a soft lightness in a formal impartiality.

The description of the locations becomes the humus where sprout both perturbing and disturbing emotional states and states of soul generated by outer causes.

Everything is at the service of the story, even the specialized dictionary and a precise and sometimes poetic lexical research, a terminology that, between the lines, shows a hidden current events.

These pages smell: it’s rare to find a book that involves the sense of smell recreating a context fed on more senses.

The sequence of events are dynamite ready to explode the ‘person’ idea. Because a person is not only organs, a carcass to exhaust; a person is heart and emotions too. The author proves it with his words: he plumbs the human being internally and externally, watching with a lens his fragilities, his courage in dark moments, his actions. And behind every action you await an important and grounded justification, but sometimes you get upset to recognise only a simple selfish impulse.

In this book the reader loads the words with the emotions: he lives them in an empathetic way, making himself indignant, suffering, hopeful.

Reading Giuseppe’s work we manage quality ingredients:

– a dynamic police commissioner who splits between an extraordinary professional diligence and a heart that demands love pulses

– the evil (“Male”) which assumes unplanned facial features, it digs hidden cavities and builds walls that it chooses of house

– the beauty of details that we often taken for granted, even when they are not

– an investigative procedure, which we live personally, spiced with traps, fake trails, particulars to not neglect

– the psychiatry world with its victims, its protectors, its dominant figures, its cracks, its successes

– the itinerary into the mental disorder, considered in human, philosophical and structural manner and into those interior impulses which finish to harm who suffers and doesn’t control them

– the impotence in front of the end and the extreme research of a reason in the reality

After the cover, a journey will start and it will push us to the bottom where there is the odour of the human cruelty that is able to trim the existence vitality.

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