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Ci sono libri che raccontano storie in cui ci ritroviamo, in cui ci sembra di rivivere certi momenti della nostra vita, libri in cui ci pare di scorgere abitudini e riconoscere luoghi appartenuti a ieri.

L’e-book di Clara Negro – “La storia dei miei giorni. Angela vol. 1” – è uno di questi. Tra le sue righe troviamo il gusto di ciò che siamo stati, quel gusto da cui attingiamo in continuazione, consapevolmente e inconsapevolmente.

Fin dalle prime pagine l’autrice intesse una cornice in cui lanciare tanti fili colorati per legare a sé il lettore e condurlo nella pancia di Genova, nelle dinamiche familiari, nella fanciullezza di Via dei Landi, nel cuore di Angela.

E con Angela torniamo bambini, alternando al caldo sapore di focaccia il sapore più amaro della strada, quella strada che diventa spettatrice di un groviglio di relazioni e sentimenti che coinvolge trasversalmente qualsiasi generazione. Quella strada che apparentemente immobile assiste prima agli eterni giochi infantili, poi al mutare degli equilibri all’interno del gruppo di amici, quando un affetto sembra essere qualcosa di diverso, quando si prendono le distanze dalle figure più frivole, quando si entra in contatto con un modo di essere e di esprimersi differenti.

Angela cresce in quella strada: sconta sulla pelle le ferite profonde di un gioco finito male, si mette alla prova e, rimanendo acqua e sapone, capisce e dimostra di avere la testa sulle spalle.

I libri, la politica, i meccanismi a volte inceppati che legano i genitori tra loro e i figli ai genitori, gli accomodamenti domestici e le provocazioni adolescenziali sono tutte piccole crune da cui il carattere e l’animo di Angela devono passare. E il passaggio lascerà un segno, sempre.

Ogni anno ha un motivo per essere ricordato e guardando indietro si percepisce come la propria vita abbia sfiorato nella sua quotidianità la grande Storia del Paese. E allora l’acqua non è più solo quella del “torrente” in cui pescare le “trote” con il papà. L’acqua non è più solo il massaggio della terra. L’acqua diventa anche tragedia e poltiglia che distrugge, lasciando patimento, sofferenza e cambiamento.

La personalità di Angela si forma anche attraverso questi eventi straordinari e si plasma affrontando l’ospedale, convivendo con una promessa grande e lunga come la vita e conoscendo un ragazzo come Francesco.

Vivendo i sentimenti in prima persona, la nostra protagonista vede sia sciogliersi i nodi di incomprensione paterna sia sorgere dagli angoli bui quelle somiglianze materne combattute e guardate di sbieco.

Perché il tempo andato non è mai davvero andato, esso torna a condire una storia personale che si interrompe in un momento che profuma di bianco e che si incastra – come una tessera di un mosaico – in una storia di più ampio respiro.

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There are books where we rediscover our stories, where we live again some moments of our life, where we see habits and yesterday’s places.

Clara Negro’s e-book – “La storia dei miei giorni. Angela vol. 1” (The story of my days. Angela vol. 1) – is one of these books. Between her lines we find the taste of the past, that taste which always guides us, consciously and unconsciously.

Since the fist pages, the author schemes a frame with a lot of coloured strings to tie and to bring the reader into Genoa kernel, domestic dynamics, Via dei Landi childhood and Angela’s heart.

With Angela we become again children, we alternate the warm taste of the flat bread with the bitter taste of the road, that road which gets viewer of a mess of relationships and feelings that interests every generation. That road, which seems static, is present at eternal childhood games and at the change of the different balances into the friends group, when an affection appears something else, when you keep one’s distance from frivolous people, when you meet a different way to be and to speak.

Angela grows up in that road: she expiates on her skin the deep pain for a game stopped badly, she tests herself, she is natural and she understands and proves to be level-headed.

Books, politics, family rapports (both between parents and between parents and children), household agreements and adolescent provocations are eyes of a needle where Angela’s nature and Angela’s soul have to pass. And the passage will always leave a mark.

Every year has a reason to be remembered and, looking at the past, you perceive how your life have touched lightly in its daily the history of the Nation. So, the water is not only the water of the torrent (“torrente”)  where you fish the trouts (“trote”) with your dad. The water is not only the water which massages the ground. The water also becomes tragedy and mud which destroys, leaving pain, suffering and change.

Angela’s personality develops with these extraordinary events, with the hospital experience, with a big and long promise and with the knowing of Francesco.

Living emotions personally, Angela sees knots of paternal incomprehension dissolve and to rise from the dark corners those maternal similarities fought and leered.

Because the past is never past really, it returns to spice a personal story that breaks off in a moment which scents of white and it inserts in a far-reaching story, just like a tile of a mosaic.

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