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Non so da quale età si cominci a riflettere sulla morte. Non so se è la perdita di qualcuno a noi caro o la mera paura a innescare quella scintilla di considerazioni e pensieri che portano a prendere atto dell’effimera condizione umana.

Va da sé, ci sono pensieri e pensieri. Ci sono esperienze e vissuti. Ci sono storie e storie e le storie di oggi penetrano la nostra corazza, insinuandosi in quelle sottili fessure che avvolgono quel vortice buio e profondo che facciamo fatica a guardare perché ci spaventa.

Le storie di oggi sono così accurate e ben strutturate da coinvolgere tutti i nostri sensi e da portarci all’interno dell’intelaiatura narrativa facendoci diventare parte della storia. Il libro “Puntini nell’universo. Racconti” di Elena Salem è tutt’altro che un puntino, è una serie di voragini di vita che segnano a tal punto da rendere sufficiente prendere una pagina a caso del volume – anche a distanza di tempo – per rivivere la narrazione e le emozioni in essa racchiuse e con essa provate.

Si affronta la mancanza di chi c’era e oggi non c’è più, si fanno i conti con ciò che resta di noi, si impara a vivere ogni momento intensamente, si provano inattese coincidenze sensoriali.

Si pagano con la coscienza e la sensibilità emotiva le scelte fatte in passato, si ritorna ai valori essenziali, si tocca con mano la solidarietà tra esseri umani, si comprende come ciò che un uomo possa provare schivi qualsiasi tipo di idea che di quell’uomo ci si è fatta.

Si percorre una vita temporizzata sia con gli occhi di chi sa non esserci un lontano domani sia con gli occhi di chi, invece, alla catastrofe sopravviverà. Si vive un’esistenza sotto perenne processo interiore, focalizzandosi su ciò che manca, per riuscire solo successivamente a fare pace con i limiti intrinseci della propria vita.

E se di solito è difficile trovare le parole giuste, il modo e gli strumenti per descrivere e superare determinati momenti, questo libro – dosando parole sfumate con dolcezza e realtà – dona speranza, amore e quella carezza che vorremmo ricevere.

Ogni singola riga suggerisce riflessioni, spinge a porsi domande, stimola quella commozione genuina che ci coglie solo quando lo scenario che viene prospettato è autentico.

Non servono altre parole. Per arrivare al centro dei nostri sentimenti è sufficiente il silenzio e la compagnia di queste pagine.

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I don’t know when people start to think about the death. I don’t know if the loss of our beloved person or the pure fear are the spark which activates considerations and thoughts about evanescent human condition.

Naturally, there are thoughts and thoughts. There are experiences and pasts. There are stories and stories and the current stories penetrate into our armour and they creep into thin fissures which wrap the dark and deep vortex that we see with effort because it scares us.

The current stories are so accurate and structured to interest every our sense and they bring us into the narrative skeleton making us part of the story. Elena Salem’s book – “Puntini nell’universo. Racconti” (Small spots in the universe. Tales) – is not a small spot; it is a sequence of life holes which leave a mark, indeed if we take a page of this volume at random – some time later too – we will live again the tale and its emotions.

We face the lack of a beloved person who yesterday there was and today there isn’t, we cope with the part of us that remains, we learn to live every moment intensely, we feel unexpected sensorial coincidences.

We pay our past choices with our awareness and emotional sensibility, we return to the essential values, we see the human solidarity with our eyes, we understand that the thoughts of a man avoid every idea that we got of him.

We walk a life with a term both with the eyes which know a missing faraway tomorrow and with the eyes which will survive on the disaster instead. We live an existence with an eternal inside trial, focusing on what we haven’t and, at a later time, making up with the innate limits of our life.

You know, it is difficult to find the right words, the mode and the instruments to describe and to overcame some moments. This book doses words with sweetness and reality and it gives us hope, love and that caress which we would want to receive.

Every line suggests considerations, it encourages the questions, it inspires that genuine emotion which surprises us when the proposed scenario is authentic.

Words aren’t necessary. The silence and the company of these pages are sufficient to reach our sentiments.

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