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Una patologia porta a ridurre il proprio universo alla patologia stessa e porta con sé muri e camici bianchi. Una patologia porta la voglia di ripiegarsi sulla propria sofferenza, almeno fino a quando qualcosa di veramente potente spalancherà le finestre, colorerà le pareti candide e sparerà fiori dalle mille fogge e cromie.

Chi legge ad alta voce sa che deve duellare ogni volta con la patologia. Sa che deve provare a disarmarla, creando una crepa nel muro di diffidenza che essa ha costruito. Chi legge ad alta voce sa che può essere visto come un disturbatore del rimuginio e del silenzio, due intimi amici della malattia, ma sa anche che può essere visto come un condottiero che, attraverso la sua voce e le parole degli autori, traghetta orecchie attente sulle acque di una storia che può donare anche un solo secondo di libertà da quella dannata patologia.

Quando un paziente sorride, i nostri cuori sorridono. Quando un paziente comincia a seguirci, noi lo proteggiamo. Quando un paziente entra nella storia con noi, noi gli porgiamo la mano.

E proprio questa unione di parole e di sorrisi ha invaso una torinese stanza di ospedale alla lettura di “La verità, vi spiego, sull’amore”, un libro scritto dalla meravigliosa e talentuosa Enrica Tesio.

Questo romanzo è stato in grado di coinvolgere immediatamente tante sensibilità; è stato capace, in pochissimo tempo, di portarci in una quotidianità affrescata da mille sfumature colorate. Perché questo è un libro inclusivo dalle tinte vivaci, un libro che riesce a rendere speciale tutto ciò su cui posa lo sguardo, dipingendolo ora di rosso intimità, ora di verde Torino, ora di arancione amicizia, ora di giallo maternità.

Spesso ciò che accade nella nostra vita viene vissuto come un sisma emozionale, un sisma che attiva il nostro istinto di ricerca di una stampella a cui aggrapparci. In queste pagine Dora o Riccioletta – per chiamarla come Simone – diventa la stampella per gli altri, ma anche e soprattutto per se stessa. Con lei riusciamo ad affrontare l’abbandono, a sopportare la vita che prosegue il suo gioco, a dimostrare nero su bianco l’affetto incondizionato per un’amica, ad accettare che il passato – una volta tornato – forse non ha più lo stesso sapore.

Dora è spontanea, coinvolgente, portatrice sana di umorismo; è figlia, amica, mamma e anche madre.

Nella molteplicità di fenotipi, Riccioletta condivide con noi una manciata di momenti di guardia abbassata, ci aiuta a riportare un po’ di ordine con una borsa di classificazioni, ci inchioda con un distillato di presa di coscienza. Ma ci apre anche la sua valigia di ricordi infantili e adolescenziali, ci ripara con le sue nuvole di coccole, ci porge la sua scatola di riflessioni e di ritorni al tempo andato, ci illumina con una spolverata di semplici e meravigliose spiegazioni del corpo umano.

Dora arriva dritta al punto, ha la capacità di scomporre situazioni complesse in tanti piccoli tasselli facilmente comprensibili e, forse, più gestibili.

Dora, così come Enrica, è un esempio: guarda in faccia la realtà sfidandola con una poesia in tasca e brandendola con una battuta, consapevole di essere una pietra preziosa che assiste al cambio di prospettiva potendo contare sempre sul proprio unico e inestimabile cuore.

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An illness limits its universe to the illness and it brings white walls and white coats. An illness brings the desire to isolate yourself with own pain until when something special and powerful will open the windows wide, it will paint the candid walls and it will come out with stylish and coloured flowers.

The loud voice reader knows that every time he has to fight a duel with the illness. He knows that he has to try to disarm it, making a crack in the suspicion wall that the illness built. The loud voice reader knows that the patients can watch him like a disturber of the thoughts and the silence, two illness friends, but he knows that the patients can also watch him like a ferryman. Through his voice and author’s words, this ferryman ferries alert ears into a story which can also donate a second of freedom from that cursed illness.

When a patient smiles, our hearts smile. When a patient follows us, we defend him. When a patient comes into the story, we hold out our hands to him.

This harmony of words and smiles invaded a room of a Turin hospital when I read “La verità, vi spiego, sull’amore” (I explain you the love truth), a book written by Enrica Tesio, an extraordinary and talented author.

Immediately this novel had the power to captivate a lot of sensitivities; instantly it brought us in an everyday world painted with a lot of coloured shades. Because this book is inclusive and it has intense colours; it is a book which makes special everything that runs into its glance and it paints it of red (familiarity), of green (Turin), of orange (friendship), of yellow (maternity).

What in our life happens we often live it like an emotional earthquake, an earthquake which activates our instinct to search a crutch to cling. In these pages, Dora or Riccioletta (her nickname given by Simone) becomes a crutch for everyone and especially for herself. With her we face up to the abandonment, we support the life that plays its game, we put the friendly affection down in black and white, we accept the different taste of the past.

Dora is spontaneous, fascinating, an immune carrier of humour; she is daughter, friend, mum and I think mother.

In the phenotypes variety, Riccioletta shares with us a handful of moments of guard let down, she helps us to take back a bit of order with a bag of classifications, she confines us with a distilled of awareness. But she also opens her suitcase of childhood and adolescent memories, she shelters us with her cuddles clouds, she gives us her box of considerations and returns to the past, she illuminates us with a light coating of easy and wonderful explanations about the human body.

Dora gets to the point, she has the talent to break up complicated situations into small blocks that become clear easily and, maybe, more manageable.

Dora, like Enrica, is an example: she looks the reality in the face and she challenges it with a poem in a pocket and she brandishes it with a gag. She is aware to be a precious stone that is present at the perspective transformation because she is able to count on her unique and invaluable heart. Always.

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