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Torino la scorsa settimana è stata il palcoscenico per il famoso (e immancabile) appuntamento “Biennale Democrazia” che, fin dal titolo – “USCITE DI EMERGENZA” -, ha sottolineato la realtà attuale in cui siamo calati.

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Last week Turin was a stage for the famous appointment “Biennale Democrazia”, which, with its title “USCITE DI EMERGENZA” (EMERGENCY EXITS), underscored the current reality where we live.

Io mi sono concentrata su un tema che mi tocca da vicino – quello dell’occupazione professionale – e ho seguito un incontro molto interessante rubricato “SKILL MISMATCH: FRA EDUCAZIONE E MERCATO DEL LAVORO”.

Ecco che cosa ho imparato:

  1. anche i datori di lavoro riscontrano difficoltà nel reclutare il personale adeguato per le loro posizioni vacanti
  2. c’è una ragione se un lavoratore laureato trova un impiego che non richiede come titolo di studio conseguito la laurea
  3. esiste il c.d. “parental recruiting
  4. in Italia, a livello di guadagno reddituale, poco rileva essere laureati

Le premesse non sono incoraggianti, ma io sono ottimista e spero sempre di riuscire a fare la differenza per l’azienda che deciderà di darmi fiducia sulla base delle mie qualifiche, competenze e soft skills.

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My focus was for working theme and I attended a very intriguing meeting entitled “SKILL MISMATCH: FRA EDUCAZIONE E MERCATO DEL LAVORO” (SKILL MISMATCH: between education and labour market).

Here’s what I learnt:

  1. the employers also find difficulties about the recruiting of the appropriate personnel for their vacant positions
  2. if a graduate worker has a job that doesn’t request a degree, there is a reason
  3. the “parental recruiting” exists
  4. about the profit, to be a graduate is immaterial in Italy

The premises are not comforting, but I am optimistic and I always hope to make the difference for the Company which will decide to give me a chance according to my titles, expertises and soft skills.

Se l’università è il luogo dove i futuri uomini si formano, particolarmente significativa è la scelta di collocare l’opera “I NOSTRI MURI” (realizzata dagli “studenti della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi”) nel Cortile del Rettorato dell’Università degli Studi di Torino.

Un lavoro interessante che evidenzia come alcuni elementi abbiano la capacità di trasformarsi in mattoni che, insieme ad altri mattoni, contribuiscono a innalzare un muro, sia esso materiale o mentale.

Fortunatamente la natura non teme nulla e cresce anche sulla materia inanimata, donandoci una speranza e magari creando una piccola crepa che ci consenta di guardare al di là dell’ostacolo non solo con gli occhi ma anche con il cuore.

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If the university is the place where people develop, it is significant the choice to situate the art work “I NOSTRI MURI” (OUR WALLS) in the yard of the chancellor’s place of the University of Turin. This art work realised by the students of the “Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi” (“studenti della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi”).

It is an interesting work which underlines how some elements can become bricks that, with other bricks, contribute to raise a wall (a material wall or a mental wall).

Fortunately, the nature doesn’t be afraid and it grows on the lifeless substance too, giving us a hope and maybe making a little crack that permits us to see beyond the obstacle with the eyes and with the heart.

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