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Per il terzo anno consecutivo sono felice di condividere con voi emozioni, concetti e spunti provate, imparati e trovati durante la “Settimana del cervello 2017”, un’iniziativa che – dal 13 al 17 marzo – ha incantato la platea di Torino sul tema “L’impossibilità di essere normali”. Un argomento a mio avviso dall’impatto dirompente perché porta a porsi domande come «Cosa vuol dire essere normali?», «Quali sono i parametri in presenza dei quali una persona può essere definita normale?», «Chi crea questi parametri?».

Gli specialisti che si sono succeduti hanno fornito nozioni e hanno stimolato riflessioni. Ecco che cosa mi ha colpito maggiormente:

  1. esistono le c.d. “finestre di opportunità”, cioè dei delicati intervalli temporali di maturazione del cervello. Per esempio, si può acquisire il famoso “orecchio assoluto” mediante sollecitazioni di natura musicale fino all’età di 5 anni
  2. la schizofrenia è una patologia cognitiva con “fattori di rischio” di natura biologica, psicologica e sociale
  3. il fenomeno del c.d. “incorporamento della mano di gomma” si realizza quando una mano di gomma viene posta in una posizione accordabile con il corpo del soggetto sottoposto all’esperimento (e privo di danni cerebrali), la mano vera viene schermata ed entrambe le mani vengono stimolate in maniera sincrona. Il soggetto vede toccare la mano di gomma, sente il tocco sulla mano vera e finisce per trattare l’arto artificiale come fosse suo
  4. ogni giorno è registrabile un isolamento delle persone, persone che trascorrono tanto, troppo tempo sui social network, preferendo parlarsi attraverso le faccine in una chat anziché usare la parola guardandosi negli occhi. Sorge spontaneo, dunque, domandarsi se saranno ancora considerati normali, tra qualche anno, coloro che si parleranno ‘vis à vis’.

Trovo sia sempre molto interessante e appagante conoscersi meglio, così come trovo tremendamente affascinante la capacità del nostro cervello di sopportare anche le condizioni meno positive. Siamo uno strumento dalla tecnologia avanzata, cerchiamo di non sciuparci.

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For the third year, I am happy to share with you the emotions, the concepts and the starting points learnt and found during the “Settimana del cervello 2017” (Brain Awareness Week 2017). Indeed, from 13th March to 17th March, this initiative enchanted the Turin public about “L’impossibilità di essere normali” (The impossibility to be normal). For me this is an explosive subject because it produces some questions like «What is the meaning of being normal?», «What are the parameters to define a normal person?», «Who creates these parameters?».

The experts supplied the basics and they inspired considerations. Here’s what I liked:

  1. there are fragile intervals of time where the brain matures: its name is “finestre di opportunità” (opportunity windows). For example, the well-known “orecchio assoluto” (perfect pitch) is obtainable with musical solicitations up to 5 years old
  2. the schizophrenia is a cognitive illness with biological, psychological and social risk factors (“fattori di rischio”)
  3. the event of the incorporation of the rubber hand (“incorporamento della mano di gomma”) comes true when the rubber hand is in a compatible position with the body of the person who makes the test (person without cerebral damages), the real hand has isolated and both hands have stimulated in synchronous manner. The person sees the touch on the rubber hand and he feels the touch on the real hand. So, he considers the rubber hand his real hand
  4. every day people isolate themselves, they pass a lot of time on social networks and they prefer to chat with emoticons instead of talking in person. In a few years, will people be normal who chats or who talks in person?

I think to know yourself is interesting and satisfying. And it is fantastic the talent of our brain to suffer the contrary events too. We are an instrument with an advanced technology, let’s try to not ruin us.

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