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Ogni giorno mi sembra di scorgere tra la folla la tua brillante chioma cenerina, come se mi stessi aspettando.

Quando faccio una chiamata, spero sempre che sia tu a rispondere con la tua voce profonda e non convenzionale.

Spesso mi chiedo che direzione avrei preso se ci fossi stato tu, ancora, a chiedermi: «Cosa pensi di fare?». Una domanda che mi irrigidiva, che mi lanciava dolorosi chiodi, ma che, al contempo, spalancava finestre e generava pensieri non esplorati.

Oggi vorrei stringere le tue mani grandi e nodose come una quercia secolare. Mani che non hanno mai avuto paura di lavorare e di cercare altri mani per congiungerle in un abbraccio atipico. Mani imbrattate di bianco per dipingere le pareti di un sogno.

Oggi vorrei darti un bacio, un bacio vero, non frettoloso, non di circostanza. Un bacio che rappresenti l’affetto immenso che provo per te.

E’ vero, ora sei in un mondo lontano da quello che vivo io, ma se mi alzo in piedi posso carezzarti e augurarti una buona Festa del Papà!

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Every day I glimpse your bright and grey head of hair among people, as if you were waiting for me.

When I make a call, I always hope you answer me with your profound and unconventional voice.

I often wonder if you had been still here to ask me: «What do you think to do?», I would have chosen the same direction. For me your question was annoying, it throws painful spikes, but, at the same time, it opened the windows and created unexplored thoughts.

Today, I would clasp your large and gnarled hands (they quote a centuries-old oak). Hands that weren’t afraid of working, of searching for other hands to create an atypical hug. Hands with white spots to paint dream walls.

Today, I would give you a kiss, a real kiss, a not rushed kiss, a not cliché kiss. A kiss to donate you all my limitless love.

It is true, now you are in a different world, but if I stand up I can caress you and wish you a wonderful Father’s Day!

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