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Che cosa succederebbe se improvvisamente qualcosa si incrinasse e tutto quello che avevamo seminato e raccolto, e in cui avevamo creduto fino a quel momento, svanisse scoprendo il fianco alla fragilità?

Ognuno di noi sa che la vita può in qualsiasi momento prendere una piega inaspettata non facilmente accettabile e proprio di questa piega il torinese Palazzo della Luce è il palcoscenico. Fino al 5 marzo 2017, questo luogo dalla meraviglia strutturale ospita una mostra (ad accesso libero) che non dovete e potete perdervi: “Storie da una città nascosta. 12 storie raccontate attraverso la fotografia”.

Gli autori, con i loro scatti, hanno deciso – con un atto di coraggiosa generosità – di aprirci la porta della loro esistenza e di farci accomodare nel loro mondo, facendoci sedere sul loro letto, facendoci bere il loro vino.

Grati per l’accoglienza, dobbiamo entrare con le scarpe rivestite di ali e gli occhi del cuore spalancati per capire e condividere quale travaglio si celi dietro queste persone dallo sguardo profumato, dai sorrisi appena accennati e dalle vite preziose che arrivano dove la ragione si scansa per lasciare spazio a quella pancia che muove le emozioni.

Perché quando un tassello della nostra vita viene spostato o addirittura eliminato, l’ordine dei valori cambia improvvisamente e noi dobbiamo imparare, e anche velocemente, a gestire e a muoverci in una nuova scenografia.

In un ambiente che rende difficile persino respirare, per la forte componente emotiva che aleggia fra le pareti illuminate, tre serie di immagini hanno catturato la mia attenzione:

  1. Le nuvole” di Giampaolo Gallerani

Quante volte abbiamo alzato gli occhi al cielo per consultarlo, per chiedere un consiglio, per cercare di captare un segno di conforto? Quante volte abbiamo provato a leggere parole, a disegnare animali, a interpretare forme, a cercare visi su giocose sagome bianche dall’incastro sempre nuovo? Tante volte abbiamo pensato, davanti a un azzurro coperto di nuvole, che il sole non sarebbe più tornato, salvo poi arrenderci allo splendore di una luce uscita vittoriosa da un duello contro nubi cariche di sventura pronte ad abbattersi.

  1. Porta Nuova” di Marius Gherghiceanu

Per le ragioni più diverse, può capitare che la casa, convenzionalmente intesa, non ci sia più e venga sostituita da un luogo che appare essere ben lontano dal calore domestico: la stazione. Quante volte l’abbiamo toccata e corsa con la valigia in mano per poi frettolosamente abbandonarla? Abbiamo mai rallentato per guardarci intorno, per cercare gli occhi di chi stancamente lì siede e ha una ferita profonda nell’anima? Ci siamo mai soffermati sull’orlo di una giacca non su misura? Quei binari, ora senza treno, sono vuoti o sono solo liberi per il viaggio della vita che prima o poi arriverà? Perché la vita è esattamente una scala mobile, a volte la vivi dal basso, mentre sali; altre volte la patisci dall’alto, mentre scendi.

  1. Volontà di uscire” di Marco Mascia

C’è un dettaglio del nostro abbigliamento che racconta la nostra storia. Un dettaglio che non attira subito l’attenzione, almeno non sempre. Nel bene e nel male, le scarpe parlano di noi, accompagnandoci passo dopo passo nel vivere quotidiano e subendo il costante attrito con una terra non sempre benevola. Ci siamo mai domandati perché le scarpe si bucano? Forse per liberarsi dai vecchi sogni. Forse per accogliere l’acqua. Forse per cedere sotto il peso delle insidie contemporanee. Quel paio di scarpe bucato può però diventare un ricordo – da conservare nel fondo di un armadio – ed essere sostituito da un paio nuovo di pacca. E’ vero, quelle scarpe mai messe al principio possono fare male, ma con il tempo saranno in grado di diventare il nostro alleato per camminare, anzi correre, verso un nuovo orizzonte.

Ci sono tante domande in queste righe e nessuna risposta. Ci sono tante crepe nel cuore e una colla dorata pronta per curarle. Ci sono profondi sentimenti dietro ogni obiettivo e ci sono mani pronte ad accogliere la nostra attenzione.

Perché un inizio, anche se non semplice, è pur sempre un inizio.

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Suddenly, something breaks and all our convictions and results disappear, exposing our vulnerability. And… what’s happen?

Everyone knows that the life can change in every moment and take an unexpected and not easy turn. The Palazzo della Luce of Turin is the stage of this turn and, until 5th March 2017, it hosts an unmissable exhibition with free access: “Storie da una città nascosta. 12 storie raccontate attraverso la fotografia” (Stories from a hidden city. 12 stories narrated by the photograph).

With their pictures and a generous and brave gesture, the authors open us their life door and make ourselves at home in their world, sitting on their bed, drinking their wine.

We are grateful for the welcome, but we have to enter with shoes covered by wings and the wide open eyes of the heart to understand and share the distress of these people who have scented gazes, sketched smiles and precious lives that arrive where the reason gives away to emotions.

Because when a tile of our life is moved or cancelled, suddenly, the order of our values changes and we have to learn to organise a new stage design.

It’s difficult to breathe into these illuminated walls because there is a strong emotional part, which makes lovable for me three series of images:

  1. Le nuvole” (The clouds) of Giampaolo Gallerani

How many times have we raised our eyes towards the sky to consult it, to ask a council, to try to sense a comfort sign? How many times have we tried to read words, to draw animals, to interpret forms, to look for faces in fun white cutouts on the go? In front of a blue sky covered with clouds, we have often thought that the sun would never come back, but when a magnificent light wins the duel with dark clouds, loaded of bad luck, we have to surrender.

  1. Porta Nuova” of Marius Gherghiceanu

For different reasons, it is possible to lose the house (in its conventional meaning) and to substitute it with a specific place: the station. How many times have we touched it and run it with our suitcase to abandon it hurriedly? Have we ever searched the eyes of a person who sits there tiredly, with a deep wound in the soul? Have we ever watched with attention the hem of a not customised jacket? Are those rails, without the trains, empty or free for the life trip which sooner or later it’ll arrive? Because the life is an escalator exactly, sometimes you live it from the bottom, while you climbing; sometimes you suffer it from on high, while you descending.

  1. Volontà di uscire” (Will to overcome) of Marco Mascia

There is a detail of our clothing that describes our story. A detail that often doesn’t attract the attention immediately. For better or for worse, the shoes speak about us, accompanying us in the daily life and undergoing the constant friction with the ground. Why do shoes get punctured? Maybe the shoes want to become free from the old dreams. Maybe they want to accept the water. Maybe they want to cede under the weight of the contemporary hidden dangers. But these punctured shoes can become a memory – to conserve into a wardrobe – and to be replaced with new shoes, which initially can be painful, but with the time they’ll become our fellow to run to new future.

In these lines there are a lot of questions and no reply. There are a lot of cracks in the hearts and a golden glue to curate them. There are deep emotions behind every lens and there are hands prepared to embrace our attention.

Because the beginning, even if it isn’t easy, always is a beginning.

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