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Tutti noi sappiamo che sorridendo e ridendo coloriamo le nostre giornate di positività e ottimismo. E se vi chiedessi: «Qual è l’evento che involontariamente fa scattare il sorriso o la risata?», credo che molti mi risponderebbero: «La caduta».

Già, perché inciampare, perdere l’equilibrio, sfiorare con le proprie membra la terra che solitamente calpestiamo è quasi sempre frutto di ilarità.

Ma c’è molto di più dietro questo cliché e Sandro Giordano – Remmidemmi nella mostra “_IN EXTREMIS (bodies with no regret)”, visitabile – gratuitamente – fino al 20 novembre 2016 presso il torinese Palazzo Saluzzo Paesana, ce lo illustra.

Nelle immagini esposte il suolo rallenta o ferma qualsiasi attività, qualsiasi impulso; è un segnale di STOP a ciò che si stava facendo e a ciò che in quel momento si era.

Ogni opera cristallizza una persona immersa in numerose minuzie, così come noi oggi siamo circondati da una moltitudine di oggetti e bombardati da una miriade di informazioni provenienti da diversi canali.

C’è tutta la società odierna in questi scatti, scatti che – dopo il sorriso – innescano delle riflessioni che scandagliano una quotidianità frenetica in cui tutti siamo coinvolti e in cui tutti finiamo per riconoscerci.

Tre fotografie mi hanno particolarmente colpito:

  1. LA VITA IN DIRETTA”, dove diverse considerazioni si sovrappongono, aggiungendo valore, a ciò che gli occhi colgono. Se da un lato provo simpatia per la giovane donna a terra che tiene saldamente in una mano una fetta enorme di crostata e nell’altra la ‘penna’ per iniettarsi l’insulina, dall’altro provo un certo disgusto nell’osservare le persone presenti intente a immortalare il momento sul proprio dispositivo mobile e non avere nemmeno l’istinto di aiutare la povera sventurata. Ma si sa, oggi i meccanismi sono oliati così. Si fa di tutto per mangiare ciò che ci fa male o che non potremmo e si sceglie di guardare la realtà che ci circonda attraverso uno schermo anziché mirarla dal vivo.
  2. GIURO SMETTO DOMANI”, la rappresentazione in chiave burlesca dei vizi a cui non riusciamo a rinunciare. Il domani ha la capacità di non divenire mai presente e di non diventare mai passato. E’ una culla in cui ci illudiamo, in cui crediamo che nel dopo sia racchiusa la forza per liberarci da quella stilosa bottiglia delle grandi occasioni e da quel fumo che sale dalle nostre unghie laccate di rosso. Non importa che la bocca assaggi il parquet, ciò che conta è che il vizio sia tra le dita.
  3. L’HO VISTA PRIMA IO”, la mia idea delle bancarelle del mercato: fiere libere da gabbie che lottano per l’ultimo pezzo disponibile. L’oggetto del contendere – un maglione rosso – diventa il premio in palio per una lotta che non risparmia nemmeno il banchetto e dove ciò che conta è mantenere salda la presa sulla preda, a qualsiasi costo.

A mio avviso, la chioccia di tutte queste immagini evocative è “IO SONO L’ITALIA”, un insieme di narrazioni racchiuse in un fotogramma. Sappiamo che l’Italia ha delle bellezze straordinarie e quindi non crea di certo sconcerto che venga rappresentata da una donna elegante e attenta alle cromie degli accessori, una donna che però finisce a gambe all’aria accanto a un autista che apre la portiera dell’auto. Nella sua caduta, Italia mostra il suo interesse per il sesso, per gli oggetti scaramantici, per il denaro, per la religione. Ogni singolo oggetto presente sulla scena accende ricordi, notizie, collegamenti: sarà cura dello spettatore decidere come interagire.

Credo che, alla fine, il grimaldello dell’ottimismo riesca a forzare i nostri cassetti mentali. Perché dopo essere caduti ci sono l’atto di osservare secondo una differente prospettiva e l’atto del rialzarsi. Così, una volta raddrizzata la gonna e stirata con la mano la giacca, si ha la possibilità di ricominciare. Sta a noi cogliere l’occasione e sfruttarla per elevare, dopo ogni ruzzolone, la nostra persona.

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Everybody knows that the smile and the laughter paint our days of positivity and optimism. If I asked you: «What is the most accidental fun event?», I think that a lot of people would answer me: «The fall».

To trip, to lose one’s balance, with own limbs to touch lightly the ground – that generally we keep off – often is cheerful.

But behind this cliché there is something else and Sandro Giordano – Remmidemmi shows us it in the exhibition “_IN EXTREMIS (bodies with no regret)”, which we can visit – without payment – until 20th November 2016 at Palazzo Saluzzo Paesana (Turin).

In the shown pictures the soil slows down or stops any activity, any impulse; it is a stop sign for what people did and what people were in that moment.

Every work crystallizes a person immersed in many details, for that matter we too surround ourselves with things and information coming from different channels.

In these shots there is the whole modern society: after the smile, they blow up thoughts that plumb a chaotic daily where we are involved.

I especially like three photographs:

  1. LA VITA IN DIRETTA” (Life on air): a lot of considerations add value to what we see. I feel empathy to the young woman who, on the ground, keeps in her hands a piece of cake as well as an insulin syringe. I feel such as repugnance for people who shoot this instant with their mobiles without help her. But this is the life: we eat junk and badly food and we watch the reality through a screen.
  2. GIURO SMETTO DOMANI” (I swear, I stop tomorrow): an ironic representation of bad habits. Tomorrow will never become today neither yesterday. We live a sheltered life and we trust in tomorrow for release us from the great situations fashion bottle and from the smoke coming out from our red lacquered nails. So, the mouth tastes the parquet flooring, but the vice remains between the fingers.
  3. L’HO VISTA PRIMA IO” (I saw it before): this is my idea about open-air markets, where animals cellars free fight for last available good. Here the good is a red pullover, the award for a struggle that gets involved the same stand, because it is important to maintain the grip on the prey at all costs.

For me the mother of all these images is “IO SONO L’ITALIA” (I am Italy), a set of tales in a frame. We know that Italy is a wonderful country and in this picture it is an elegant and careful woman, a woman who falls headlong next to her driver that opens the car door. In the fall, Italy shows her reasons for interest: sex, propitiatory things, money, religion. In the scene every thing lights memories, news, links: the audience will choose his interaction.

At the end, I think that the optimism picklock forces our mental drawers. Because after the fall, we can observe the world by a different point of view and we can get up us.

So, we can start again after we straightened the skirt and stretched out the jacket with our hand. Because every fall is an opportunity to improve our person.

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