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Cosa accade quando si racconta la propria storia a un’altra persona? Forse la risposta è un po’ azzardata, ma si realizza una magia.

La luce comincia a tagliare le alte fronde degli alberi e a illuminare, con il suo riverbero, l’oscuro sottobosco.

Il mondo, quello da tenere nascosto, preme per emergere prepotentemente e manifestarsi nella sua essenza.

Le spinte quotidiane a condividere un fardello altro non sono che impulsi generati per parlare con l’altro e, quindi, per parlare con se stessi.

Il farmacista di Ilhéus” di Vincenzo Celano è la risposta alla domanda iniziale. E’ un ritorno alle origini, un ricostruire la propria vita affrontando gli aculei e stringendo i denti quando la sofferenza inizia a giocare duro.

La natura, con la sua magnificenza, crea la cornice ideale per provare ad affrontare – faccia a faccia – le lacerazioni interiori. I paesaggi da togliere il fiato sono il preludio di una storia dalle cromie cangianti.

Partire diventa abbandonare il noto che rassicura per abbracciare l’ignoto e una diversa prospettiva di vita, in balia di una fuga imposta dalla propria voce interiore e dalle voci di chi ci crede diversi.

Il dolore, esaminato in ogni suo infinitesimo componente, diventa un muro. Un muro che separa affetti, un muro che costringe a nascondersi per evitare ulteriori sofferenze e per negare ulteriori felicità, un muro che protegge e che diventa l’unico compagno di viaggio e di vita possibile.

Il sesso è accolto in tutte le sue dimensioni, in tutte le sue fasi, in ogni sua età e in ogni suo sentimento. E solo il tempo e la conoscenza intima consentono di racchiudere nella scelta di compiere o meno un atto il proprio bagaglio di intenti e di promesse.

Chi accoglierà questa narrazione nei suoi molteplici sentori possederà una chiave per entrare in una realtà vivida e carnale e dovrà cercare di farne un uso delicato e gentile.

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What’s happening when a person narrates his story? The answer could be hasty, but in that moment a magic succeeds.

The light cuts through the tall fronds of the trees and it illuminates the dark undergrowth with its reflection.

The hidden world presses to emerge violently and to show its essence.

Daily motivations to share a burden are impulses to speak with other person and therefore to speak with oneself.

Il farmacista di Ilhéus” (Ilhéus pharmacist) of Vincenzo Celano is the answer to the opening question.

It is a return to the origins; it is a reconstruction of own life confronting spines and biting the bullet when the pain starts to play hard.

The nature and its magnificence create the ideal frame to try to brave – face to face – the inside tears. The landscapes take the breath away and they are the prelude of a story with shimmering colours.

To depart means to abandon the known that reassures to embrace the unknown and a different perspective of life, at the mercy of an escape imposed by own inside voice and people voices who believe that we are a freak.

The pain in every its part becomes a wall. A wall that divides affections, a wall that obligates to hide oneself to prevent further sufferings and to negate further satisfactions, a wall that protects and becomes the only travel companion and life partner.

The sex is welcomed in every its dimension, period, age and emotion. Only the time and the deep knowledge permit to include in the choice to do or not to do an action own experience of intents and promises.

Who will house this tale and its various feelings he will have a key to enter in a vivid and carnal reality and he will have to try to use it gently.

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