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cesenatico

Leggere è sempre una scoperta se ci si abbandona davvero. Ovviamente l’autore deve essere un abile traghettatore per accompagnarci in un mondo del tutto inedito senza farci percepire i fili di una trama solo a lui nota.

Sono di parte, lo devo confessare. Io adoro Alessandro Vanoli e non solo perché è una persona appassionata, ma – anche e soprattutto – perché ti sa coinvolgere e riesce a farti vedere le storie con occhi diversi, riesce a farti superare le barriere mentali e ti culla con la voce e le parole in un bacino di armonie da cui poi fai fatica a separarti.

Questo libro è un viaggio di nome e di fatto. E’ un viaggio di testa e di cuore. “Quando guidavano le stelle. Viaggio sentimentale nel Mediterraneo” ci fa sentire le onde lambire e schiaffeggiare lo scafo della nostra barca, ci fa ascoltare il vento dialogare con le vele, ci fa amare il profumo di una narrazione che a ogni sfumatura ci regala conoscenza e spunti di riflessione.

Perché il mare non va mai sottovalutato e con lui i suoi racconti, le sue speranze, le vite che lo hanno attraversato, a volte ferendolo, a volte rendendolo complice di qualcosa di straordinario.

E così impariamo a osservare ciò che ci circonda; impariamo a posare lo sguardo sui profili architettonici, sui paesaggi, sul cielo e le sue luci, sulle persone che come noi vivono la loro esperienza.

Prendiamo le misure e caliamoci per avvicinarci e vedere da vicino questa gente nuova, uomini che portano sulle spalle un passato che va trattato con rispetto, uomini che si caricano di merci e animano i commerci di voci, di affari, di profumi.

Infiliamoci nelle insenature dei racconti e delle figure, non proteggiamoci gli occhi e facciamoci trafiggere dai colori; sfioriamo – come una piuma sospinta dalla corrente – l’esistenza degli altri, avvolgendoci in un’immaginaria assenza di suoni.

Incateniamoci a descrizioni incantevoli che sembra quasi di esserci dentro. Animiamoci all’idea di scoprire cosa si nasconde dietro l’angolo, all’idea di trovare il nostro posto nel mondo. Soffermiamoci su situazioni già viste, su scenari tragicamente contemporanei.

Coccoliamo la storia dentro le storie: un arazzo di vita familiare custodito nel cuore e cristallizzato in inchiostro su carta. Una profondità emotiva che non lascia scampo, un bandolo di tracce il cui inizio va ricercato nell’anima più profonda e protetto come un ricordo prezioso.

Alla fine tutto ci parla, solo che per sentirlo dobbiamo spostarci dal vortice frenetico in cui siamo catapultati. Dobbiamo avere l’audacia di fare un passo indietro e sollevare, in modo cauto e gentile, quel velo che tutto ricopre, lasciandoci travolgere dal piacere – forse solo sopito – di scoprire qualcosa di diverso.

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Reading is a discovery if we rest our heart. Obviously, the author has to be an expert captain to go with us in an unknown world where only he knows the plot threads.

I’m not impartial because I adore Alessandro Vanoli. He is an enthusiast person, who shows you stories with different eyes; he helps you to pass your blocks and he cradles you with his voice and his words in a harmonious hug.

This book is a journey where head and heart are in the running. “Quando guidavano le stelle. Viaggio sentimentale nel Mediterraneo” (When stars guide. A sentimental journey in the Mediterranean Sea) is a way to feel waves brush and cuff our ship, a way to listen to the wind to converse with the sails, a way to love a scent of a narration that gives us knowledge and causes for reflection in every shades.

We do not underrate the sea and its tales, its hopes and lives that cross it, sometimes wounding it and sometimes making it accomplice of special things.

Therefore, we learn to observe the world around us; we learn to direct our glance on skylines, on landscapes, on sky and its lights, on people who live our life like us.

We put in contact with new people, men that carry their past on their shoulders, men that load their merchandise and animate trades with their voices, businesses and scents.

We squeeze into stories and images coves, we do not protect our eyes from the colours; we touch on other existences like a feather, wrapping ourselves in an unreal absence of sounds.

We live fascinating descriptions. We are driven by the idea to discover what there is around the corner, the idea to find our place in the world. We dwell on situations already seen, on tragic and contemporary scenario.

Then, we cuddle the story of the stories: a tapestry of family life kept in the heart and crystallized in ink on paper. An emotional depth, the crux of tracks that starts in the deep soul and that we have to protect like a precious memory.

Everything talks with us, but we have to pass our chaotic vortex to listen to it. We have to be brave to take a step back and, politely, raise the voile that covers all, therefore the pleasure to discover something different overwhelm us.

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