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E poi venne Lorenzo

Cosa si nasconde dietro la maschera e sotto il trucco di una persona? Quale sofferenza cupa e celata intaglia l’anima fino a cesellarla in ogni sua sfumatura?

Con “E poi venne Lorenzo. La vera felicità è essere noi stessi”, Giancarlo Zambaldi ci porta a nuotare dove le acque sono scure e profonde e ogni movimento è volto a soddisfare il nostro innato bisogno di luce.

In queste pagine affrontiamo temporali emotivi che mettono in circolo dinamiche amorose che sfidano la facilità con cui si etichettano i rapporti. Le affinità non hanno sesso, non sono maschi o femmine, non necessitano di catalogazioni precostituite, ma si coltivano a parole, gesti, calore familiare.

Parlare e parlarne è un sentiero disseminato di spine, spine che lacerano le carni, frustano il cuore, fanno sanguinare gli occhi. Ci vuole coraggio per simulare una vita che non ci appartiene e per accettare quella che vorremmo vivere. Ci vuole una forza straordinaria per giungere alla fine del sentiero e vedere, dopo gli aculei, quel tesoro racchiuso nel nostro vero essere.

Non è semplice, tutt’altro. E’ un percorso in salita su ciottoli sdrucciolevoli che avvicenda scalate di giudizi a priori, manovre per schivare situazioni potenzialmente dolorose, scavi nel magma di una società che ci vuole tutti omologati a un modello predefinito.

E’ capitato a tutti di conoscere un Lorenzo, una persona che ci ha accompagnato nel nostro giro di boa, nel nostro ultimo giro di giostra, quel giro che, dopo il vortice iniziale che travolge la bocca dello stomaco, ci lascia a mani vuote – nonostante i tentativi affannosi di prendere il codino – e, contemporaneamente, ci immerge in un’accresciuta ricchezza che all’inizio stentiamo a vedere.

C’è un arcobaleno di emozioni dietro questa copertina. C’è una luce pronta a scatenarsi alla prima accelerazione emozionale. C’è tutta una persona racchiusa in una goccia di rugiada.

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What does a person hide under the mask and the make-up? Which does sharp pain carve the soul until to chisel it in every its shade?

With the book “E poi venne Lorenzo. La vera felicità è essere noi stessi” (And then Lorenzo came. To be oneself is the true happiness), Giancarlo Zambaldi brings us to swim in dark and deep waters, where every movement wants to satisfy our need of light.

In these pages, we take on emotional storms, which circulate amorous dynamics that defy the facility to tag relationships. Affinities have not gender, they are not males or females, they don’t need cataloguing, because they need words, gestures and family warmth.

To speak about this is a way full of prickles, prickles that lacerate the fleshes, whip the heart and lose blood the eyes. It is brave to live a life that we don’t want and to accept the life that we want to live. It is difficult to arrive at the end of the way and, after prickles, to see the treasure held in our soul.

It is not easy. It is an uphill route on slippery pebbles. It alternates preconceptions, operations to avoid potential painful situations, excavating in a magma of a society that wants us all assimilated to a standard model.

Everyone knows a kind of person like Lorenzo. A person that guided us in our turning point, in our last ride on the carousel, a ride that, after passionate opening vortex, leaves us empty-handed and immerses us in a riches that we do not see immediately.

Behind this cover, there is a rainbow of emotions. There is a ready light to rage at the first emotional acceleration. There is a person included in a dewdrop.

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