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Il Bacio e l'Ombra di Giuseppe Tarantino

Tutti noi siamo figlie e figli e se qualcuno di noi è anche genitore, qualcun altro è alle prese con un compagno di vita dalla marcata indole fanciullesca. Ma tutti noi viviamo, ricordiamo, rimpiangiamo il rapporto con la nostra mamma. Talora ci rabbuiamo, talaltra ne ridiamo, in un’altalena emotiva che ci riempie il cuore di cose belle.

Ecco, oggi parliamo e leggiamo di mamme, anche se siamo a luglio e non a maggio, perché è sempre il giorno di questa figura emblematica e carica di responsabilità educativa e affettiva.

Mia madre e altre catastrofi” di Francesco Abate è un libro divertente, ironico, cinematografico, carico di momenti intimistici e strabordante d’amore. Sì, perché dietro ogni parola, ogni gesto, ogni sorriso di una madre si cela un meraviglioso universo da svelare. E allora scopriamo che la mamma

  • ti fa sentire in colpa perché guardi una signorina
  • crede nel servigio reso dai “pizzicotti” (più veloci e immediati delle parole)
  • ti prepara sempre la stessa “merenda” (e per me era sempre alla stessa ora, le 16.30, perché altrimenti non avrei più cenato)
  • trova sempre il modo di fregarti, in modo bonario s’intende
  • ti mostra l’uso alternativo del “battipanni
  • può anche essere avara di abbracci, ma è capace di giustificarti una “cicatrice” dopo una caduta
  • ti prepara ai guai che la vita è pronta a servirti
  • quando sente minacciata la sua prole, interviene a gamba tesa, affilando il coltello e tagliando con le parole
  • ti ricatta, sempre amorevolmente però (in fondo si diverte a stuzzicarti)
  • evidenzia le tue mancanze e i tuoi “errori”, tralasciando i complimenti (per mia mamma il bel voto a scuola era ‘il mio dovere’. Punto)
  • ti fa capire come funziona il mondo (perché lei sa come funziona e le cose sono andate esattamente come dice e pensa lei)
  • è anche moglie, e quindi donna, ma questa è un’altra storia (che spesso noi figli non vogliamo vedere)
  • ti mostra la dolce personificazione della contraddizione, ma – al contempo – ti fa toccare con mano l’immensità del suo affetto che, celato dietro a una spessa corazza, a volte affiora e si fa vedere, sentire, toccare
  • è dotata di un grande cuore, dove trovano spazio sia i dolori (quelli profondi e laceranti catalogati come ‘lutto’ e affrontati a suon di pragmatismo) sia i ricordi (identificati con l’Amore – che la sta aspettando in mare – e con l’attaccamento per coloro che la circondano)

La mamma è commoventemente onnisciente, lo sappiamo. E anche quando ci sembra troppo dura con le parole (io mi sentivo spesso ripetere che, quando non c’ero, i muri respiravano), dobbiamo provare a leggere tra le righe e a individuare il suo calore e la sua essenza di essere umano.

Ci tengo particolarmente a ringraziare sia coloro che stamani hanno avuto la bontà di ascoltare questa e altre storie sia l’autore che è riuscito a portare su carta un palcoscenico che tutti noi abbiamo calcato, perché dietro al sipario delle nostre mura domestiche lavorano tutti attori protagonisti di un film che si chiama ‘vita familiare’.

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We are sons and daughters, some of us is a parent and some of us is struggling with a life companion with childlike nature. Everyone lives, remembers, regrets the relationship with the mum. Sometimes it clouds us and sometimes it amuses us, but it is an emotional seesaw that fills our heart of beautiful things.

Today we talk and we read about mums, even if we are in July, because it always is the day of this symbolic figure that is burdened of educational and sentimental responsibility.

Mia madre e altre catastrofi” (My mother and other disasters) of Francesco Abate is a funny, ironic and cinematographic book. But it is full of personal moments and love too. Because every word, every gesture and every smile hide the mother’s world, a world that we can to disclose. Therefore, we discover that

  • the mum creates the sense of guilt when you see a girl
  • the mum believes in pinches (“pizzicotti”) service (they are more fast and immediate than words)
  • the mum always prepares the same snack (“merenda” – I always ate my snack at 4.30 p.m., so I was hungry for the dinner)
  • the mum always fools you, in a benevolent way, of course
  • the mum shows you the different use of the carpet beater (“battipanni”)
  • the mum gives you a reason for your scar (“cicatrice”), even if she hardly ever embraces you
  • the mum trains you to troubles that the life is ready to give you
  • when she perceives a danger for her children, the mum sharpens the knife and cuts with her words
  • the mum blackmails you, but she does it with love (she adores to tease you)
  • the mum draws attention to your lacks and mistakes (“errori”) and she omits ceremony (for my mum a good grade only was my obligation)
  • the mum explains the world (because she knows how the world works and things go in mother opinion)
  • the mum is a wife and a woman, but this is a different story (that we often don’t want to see it)
  • the mum discloses her sweet contradiction, but she also demonstrates you her affection. And when it emerges, you can see, feel and touch it
  • the mum has a big heart, where pains and memories live. Pains like a grief that she deals with pragmatism; memories like the Love (which awaits her into the sea) and the feeling for the people

We know that the mum is omniscient, but we have to read between the lines her warmth and her human essence, even when she is too hard with her words (my mum told me that, when I was not at home, the walls breathed).

I want to thank the listeners, who this morning listened to this story and other narrations and Francesco Abate, which wrote about a stage that everyone knows, because – behind our household curtain – there only are stars that work for the family life.

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