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Cortile del Rettorato dell’Università degli Studi di Torino

In città c’è un cortile dove si respira un’aria che sa di cultura, di studi appassionati, di ricerche fatte con la testa e con il cuore. Un luogo dove ci si può perdere alzando gli occhi verso un ritaglio di cielo bordato da volte e capitelli. Una sede dove si affascina lo sguardo rivolgendolo verso i pannelli esplicativi della mostra, curata dal Prof. Renato Grimaldi, “Gli ex-voto: arte popolare e comportamento devozionale”.

Muoversi all’interno del Rettorato dell’Università degli Studi di Torino è un’emozione forte sia per chi lo frequenta e l’ha frequentato come studente sia per chi lo ammira come baricentro di storia e di sapere. E di sapere ce n’è tanto nelle descrizioni e nelle immagini qui presenti fino al 30 giugno 2016.

Gratuitamente, infatti, possiamo godere di un lavoro di approfondimento che ci rende parte di una comunità e che sintetizza un percorso storico, formativo e artistico che comincia dall’anno 1550 per arrivare all’anno 2007 e terminare con una finestra sul rapporto fra gli ex-voto e la Sindone. Viene fornita una panoramica evolutiva delle opere votive che, seguendo il mutare dei tempi, passano dal mero disegno all’inserimento di piccole fotografie, di articoli di giornale ritagliati, di firme apposte, fino alla ricostruzione ad hoc dell’evento dannoso per immortalarlo in uno scatto.

C’è la storia del Piemonte e c’è la storia di tutti noi in questa accurata e metodica esposizione, esposizione che ci immerge – in un racconto per immagini – nelle esperienze che hanno vissuto i nostri predecessori, i quali, chiedendo aiuto per sé o per qualcuno che stava loro accanto, si sono confrontati con tematiche che, in maniera diversa, viviamo ancora oggi (si pensi agli infortuni sul lavoro, alla malattia, alla criminalità, agli incidenti stradali, alla guerra).

E allora, soffermiamoci sulla sconfitta della morte che, avente le fattezze di uno scheletro che sembra aggrapparsi al risvolto del lenzuolo, è vinta dall’amorevole intercessione della Madonna ed è costretta ad abbandonare il letto della donna malata (“1883, 14 novembre, Molare (Al), Santuario Madonna delle Rocche”). A un’analisi più attenta però, questo ex-voto rimanda non solo l’aspetto religioso della vicenda, ma anche quello umano, fatto di persone appartenenti a una specifica classe sociale che vestono in un determinato modo e che vivono circondati di particolari oggetti.

Quanto mai attuali sono i sinistri stradali che diventano più pericolosi quando i diversi mezzi di trasporto s’incrociano, collidendo. E così, per “grazia ricevuta”, un vespista si salva dall’urto con un’automobile, spezzando la catena che vede i mezzi più piccoli e i mezzi non motorizzati soccombere (“1958, 16 agosto, Torino, Santuario della Consolata”).

Parimenti contemporanee sono le scene di atti criminali: una rapina in casa subita da una donna e dal suo figlioletto colti nel sonno, un agguato notturno con colpo di arma da fuoco, un’immagine di un malvivente armato che tiene in scacco tre impiegati di banca. In quest’ultima rappresentazione, osserviamo – in basso a sinistra – la presenza della fotografia della persona miracolata, scatto che se da un lato consente di vederne la somiglianza con il disegno realizzato dal pittore, dall’altro permette un suo riconoscimento da parte della Madonna e di chi si soffermerà sull’opera (“1967, 18 maggio, Serralunga di Crea (Al), Santuario Madonna di Crea”).

E’ una mostra che tecnicizza quanto avevo ammirato in Biblioteca Nazionale Universitaria l’anno scorso, ma – soprattutto – è una mostra da vedere, da ricordare e da amare.

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In my city, there is a courtyard where you can breathe an air of knowledge, enthusiastic studies and rational researches. It is a place where you can lose your eyes for a remnant of sky hemmed by vaults and capitals. It is a place where you can see the charming exhibition “Gli ex-voto: arte popolare e comportamento devozionale” (Ex-voto: people’s art and devotional behaviour), an exposition curated by Mr. Renato Grimaldi.

It is moving to stay inside the chancellor’s place in University of Turin because it is an important location for new and old students and for people that here find a focal point of story and knowledge.

Until 30th June 2016, we can admire (free) a work that does to feel us part of a community. It recaps a historic, educational and artistic itinerary that starts in 1550 and finishes in 2007, even with an analysis about the relationship between ex-voto and Holy Shroud. Votive works follow the time: we can see drawings, small photos, cropped pieces of newspaper, signatures and a recreation of a damaging event to take it a picture.

Here, there are Piedmont’s history and people’s story because this accurate exhibition identifies us with our predecessors, who asked a help for themselves and for their dear people and they experienced current themes, like on the job injuries, the illness, the criminality, piles-up, the war.

So, we dwell on the defeat of the death: it has features of a skeleton that loses with the Virgin Mary and that has to abandon the sick woman’s bed (14th November 1883 “Molare (Al), Santuario Madonna delle Rocche”). In this ex-voto, there is a religious point of view, but there also is a human point of view where people dress characteristic clothes and surround themselves with specific things.

Piles-up are a present theme and they are very dangerous when different means of transport collide. So, for grace received (per “grazia ricevuta”), a biker of a Vespa® saves himself from the impact with a car and he breaks a chain where small means of transport and not motorised means of transport succumb (16th August 1958 “Torino, Santuario della Consolata”).

Pictures of criminal actions also are current: a woman and her son subject a home robbery, a night ambush ends with a shot, a criminal does a bank robbery. In this last image, we can observe the existence of a miraculously person’s photography, a pic where we can see the likeness between the drawing and the miraculously person and where the Virgin Mary and the people can recognise him (18th May 1967 “Serralunga di Crea (Al), Santuario Madonna di Crea”).

This exhibition makes technical what last year I saw in Biblioteca Nazionale Universitaria, but, above all, this is an exhibition to visit, to remember, to love.

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