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Il giallo di Bordighera

Ci sono giorni in cui siamo più insofferenti, meno pazienti, figuriamoci se non stiamo bene e siamo costretti a stare al caldo in una sala d’attesa di un ospedale.

Accostarsi alla malattia non è mai semplice per chi non la vive direttamente. Ogni gesto, ogni parola, ogni movimento dello sguardo, ogni sfumatura della voce vanno calibrati affinché la nostra lettura non diventi un peso, bensì costituisca una valvola di sfogo piacevole e confortante.

Io ho trovato un antidoto al non sorriso, al non ascolto, al non essere qui e ora. Si chiama “Il minchionario® universale (inevitabilmente incompleto)”, i cui autori – Enrico Remmert e Luca Ragagnin – ci fanno immergere in una bolla di sorrisi e risate che aiutano a prendere per i capelli quel buonumore che, in particolari condizioni, tende a scappare inseguito dalla realtà e dalla sofferenza.

Queste pagine, da un lato, sono una finestra aperta su un giardino fiorito, un giardino tappezzato di corolle fatte di parole dalla cromia variabile, di frasi forse dette per sbaglio o d’impeto o seguendo l’onda emozionale del momento.

Queste righe, d’altro canto, sono anche un caffè amaro preso in un bar colmo di personaggi – realmente esistiti ed esistenti – connotati da un alto tasso di stravaganza, personaggi che potrebbero impegnare l’attività professionale di molti sociologi perché la realtà e la società che emergono da questa raccolta di citazioni (rigorosamente catalogate secondo l’ordine alfabetico) sono sbalorditive.

Da discorsi formulati in maniera ineccepibilmente incompiuta a conversazioni che sembrano uscite da uno spettacolo di cabaret. Da constatazioni logicamente impossibili a considerazioni tipiche di una superficialità contemporanea. Da errate previsioni a un uso del latino quasi avanguardista.

Questo è un riso ora divertente, ora acre, ora meditativo, ma mai fine a se stesso. E’ il riso/sorriso che piace a me, quello che ci estranea dal contesto che si sta vivendo, ma che lascia poi un retrogusto riflessivo, da approfondire, se si vuole.

E’ uno strepitoso ‘sali e scendi’ su una scala che rende tangibile la potenza immateriale della mente umana. E stiamo attenti perché la prossima volta potrebbero finire i nostri di pensieri tra queste pagine, sì, proprio quelli di cui ci pentiamo subito dopo averli verbalizzati e che sono fluiti così dalla nostra voce come esseri dotati di vita propria, quella vita che ci farà vergognare per l’eternità.

§ § §

There are days where we are more intolerant, less patient, even more so if we are not fine and we have to stay in a warm hospital room.

It is not simple to come in contact with the illness. Every gesture, every words, every peek, every hint of voice are important because our readings are not a weight, but they are a pleasant and comforting moment.

I found an antidote to non-smile, non-listening, non-to be here and now. Its name is “Il minchionario® universale (inevitabilmente incompleto)” (Universal quotes (They are necessarily incomplete)), where two authors, Enrico Remmert and Luca Ragagnin, immerse us in a bubble of smiles and laughter which we help to catch the good humour that sometimes runs chased by the reality and the pain.

These pages are an open window that looks onto a flowering garden, a garden covered by coloured words and by phrases pronounced following an emotional wave.

These lines are a bitter coffee taken in a café full of odd characters, characters that will be able to reserve many sociologists because the reality and the community that emerge from this collection are incredible.

From speeches expressed in incomplete way to conversations like cabaret conversations. From verifications logically impossible to considerations in compliance with contemporary superficiality. From wrong previsions to a use of the Latin in an avant-garde way. And all in alphabetical order.

This is a fun laughter. This is a pungent laughter. This is a meditative laughter. I love these kinds of laughter. They remove the context that we live, but they leave a consideration that we can analyse, if we want it.

It is a wonderful trip that makes tangible the human and intangible mind.

We are careful because next time our thoughts will be able to flow into these pages. Yes, those thoughts that come out with our voice, those thoughts that are our embarrassment.

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