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Matticchio

Ci sono opere che esprimono in maniera fedele e autentica il mondo dell’immaginario, una dimensione che talora può essere in bianco e nero, talaltra dipinta a vividi colori.

Una mente fervida che si realizza in immagini che sono molto di più di meri disegni. Sono una storia; sono emozioni che spingono per uscire e agguantare il visitatore; sono piccoli lampi di sogno che si convertono in meraviglia.

Tutto questo è “Di punto in bianco”, una mostra di Franco Matticchio ammirabile – gratuitamentefino al 26 maggio 2016 presso la torinese Unione Culturale Franco Antonicelli.

Ogni lavoro è portatore di un messaggio, di una riflessione, di un sorriso, di un’incarnazione di un pensiero profondo.

A marzo 2015, la cover della rivista “L’Indice dei Libri del Mese” stigmatizza il tema della sessualità come un sedere che esce dallo schermo di un pc, mentre un ragazzino – timoroso ma al contempo curioso – si affaccia da dietro un angolo. Quanto attrae e quanto spaventa questo mondo fatto di carne nuda così facilmente accessibile e così lontanamente sfiorabile?

Colma di spunti di riflessione è “la partenza”, dove un gatto umanizzato prende la valigia da sopra l’armadio, la posa sul letto e, prima di dirigersi verso la stazione, ci mette dentro l’unico oggetto che gli possa servire: lo spazzolino da denti. Di tutta la materialità che ci circonda, di cosa abbiamo realmente bisogno? Cosa ci serve sul serio? E se tutto ciò di cui necessitassimo fosse custodito dentro al nostro cuore?

Ma il mondo sempre più spesso gira al contrario. E così, si scopre che è il lupo ad avere paura del bambino e che la mamma non smette di rimboccare le coperte e di leggere una fiaba anche quando il proprio fanciullo è oramai un uomo adulto bell’e fatto.

C’è un lavoro, però, che ho preferito in assoluto. E’ un’opera dalla potenza straordinaria: una ragazzina sniffa parole da un libro e le sniffa con tale avidità da farle scomparire, lasciando solamente una pagina bianca. Le parole, così interiorizzate, diventano parte di lei e la abitano.

Siamo di fronte a disegni bellissimi realizzati con una maestria fuori dal comune. La capacità di Franco Matticchio è quella di aprirci gli occhi e farci riflettere sognando. Perché, se lo vogliamo, possiamo salire su un’altalena legata a un ramo sospeso di un albero oramai tagliato.

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There are works which faithfully express the imaginary world, a dimension that can be in black and white or in colour.

An artistic mind which realises pictures that are stories and emotions that catch the visitor. There are flashes of dream that become magnificence.

Di punto in bianco” (Out of the blue) is Franco Matticchio’s exhibition to visit (without paying) until 26th May 2016 in Turin at Unione Culturale Franco Antonicelli.

Every work has a message, a consideration, a smile, a deep thought.

The March 2015 cover of “L’Indice dei Libri del Mese” (The index of books of the month) concerns the sexuality theme: a human backside emerges from a computer display while a little boy pops out from a corner with dread and curiosity.  This world seduces and scares because it is a world of undressed bodies easily approachable and remotely tangible.

la partenza” (the departure) also is full of reflections. Here, a cat man takes his suitcase from the top of the wardrobe, he puts it on his bed and, before to go to the station, he puts inside it one thing: his toothbrush. What do we actually need? Is it sufficient what we have inside our heart?

But the world often turns in the opposite direction. So, we can see the wolf to fear of a child and a mum to read a fable to her son, even if the son is a man under his tucked up blankets.

There is a work that I loved very much. It is an extraordinary artwork where there is a little girl who sniffs the words from a book with avidity and the words vanish leaving a white page. In this way, the words live inside the little girl.

Pictures are wonderful. Franco Matticchio opens our eyes, so we can reflect and dream. Because – if we want it – we can go on the seesaw when it has tied to a suspended branch of a cut tree.

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