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Presentazioni libri Francesca Bonafini ed Elena Mearini

Una parola cerchiata, un concetto sottolineato, un episodio sintetizzato, una frase ricopiata. Il testo come un campo di battaglia dopo un’esplosione di colori.

E poi gli insegnamenti di Davide, il mio maestro: riassumere la storia in una frase, fare la scaletta, predisporre il recinto dentro il quale muovere le vicende.

Preparare le domande, mettere nero su bianco quell’empatia che naturalmente mi porto dalla nascita e ripetere, ripetere, ripetere.

Se da un lato maggio è il periodo in cui i fiori sbocciano e regalano profumi e colori inebrianti, dall’altro il mese numero cinque, per i torinesi (ma non solo), è il momento del “Salone Internazionale del Libro”, un evento che incorona la lettura, quella appassionata però, fatta di notti rubate ai canonici sogni per addentrarsi in altri sogni, quelli a occhi aperti, frutto di eventi che altri hanno scritto per noi.

Il mio mese di maggio è stato un condominio di racconti, un continuare ad arredare e tinteggiare episodi nella mia testa. Ho vissuto la storia di Nina con Francesca e quella di Bianca con Elena e – per la prima volta – ho posato la penna per dare loro voce, la mia voce.

Non è stato semplice placcare l’emozione di parlare davanti a un pubblico, ma l’ambiente accogliente e familiare che si è creato ha reso possibile la circolazione di energie emozionali profonde, quasi intime.

Il mio cuore sobbalzava ogni volta che incrociava il sorriso della mia amica Laura o gli occhi velati di emozione della famiglia che, quasi dieci anni fa, mi ha adottato. Sentivo un brivido lungo la schiena quando guardavo negli occhi la dolcezza della mia cara Ivana o pensavo alla sorprendente presenza di Daniela ed Elena.

La loro tenerezza è la mia energia, il loro abbraccio è il mio nutrimento, le loro parole sono la mia poesia.

Custodisco tutto dentro di me, non lo lascio fuggire e lo alimento a pane e battiti di vita. Vorrei che rimanesse tutto così, per sempre.

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A circled word, an underlined concept, a recapped event, a rewritten phrase. The text becomes a battlefield after an explosion of colours.

And then, Davide’s teaching: to summarize the story in a few words, to do the outline, to prepare the corral where to move the sequence of events.

To organise the questions, to put my natural empathy down in black and white and to repeat dozens of times.

On May the flowers blossom and they donate colours and intoxicating smells. But on May – in Turin – there is the “Salone Internazionale del Libro” (The international book fair), an occurence that crowns the passionate reading, the reading which steals the daydreams from the night dreams.

My May has been a condominium of stories, where I have continued to decorate and to paint the episodes in my head. I lived Nina’s story with Francesca and I lived Bianca’s story with Elena and – for the first time – I put the pen to use the voice, my voice.

It is difficult to tackle the emotion to speak in front of the audience, but the comfortable and domestic environment made to circulate emotional and deep energies.

My heart jumped when I met Laura’s smile or the touched eyes of my family. I felt a shiver ran down my spine when I saw Ivana’s sweetness or when I thought about the special partecipation of Daniela and Elena.

Their affection is my energy, their embrace is my food, their words are my poetry.

I keep all in my heart and I feed it with bread and pulses of life. And I will forever do it.

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