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Tre mostre in un Dì – CAMERA

Amo la fotografia e adoro vedere il resto del mondo attraverso gli occhi di un’altra persona, in una visuale per me inedita e fondamentalmente proibitiva.

La fotografia però non è solo componente artistica, a volte è anche insegnamento, è dura realtà pronta per essere indagata con pensieri e riflessioni.

Oggi, andiamo nella sede torinese di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, un luogo dove i veri protagonisti sono gli scatti, scatti che vengono lasciati liberi di prendere vita in ampi spazi dalle pareti bianche.

Così come accaduto in passato per la FSRR e il MEF, le mostre da non perdere, qui, sono tre e sono tutte visitabili fino al 01 maggio 2016.

Sulla scena del crimine

Assolutamente meritevole di attenzione è l’esposizione dal titolo “Sulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla Sindone ai droni”, dove è possibile osservare come l’evoluzione degli strumenti tecnologici continui a registrare il perenne, e sempre più efferato, lato violento dell’essere umano.

Dallo studio delle immagini per ricostruire ipotetiche dinamiche circostanziate nel luogo dove si è concretizzato il delitto, ai frame per provare le proprie tesi, andando a cercare il dettaglio utile per argomentare le proprie posizioni. Dalle immagini da cui trarre considerazioni velate dalla fede, alle riproduzioni di volti e informazioni – come in contemporanee carte d’identità – di persone condannate e giustiziate in URSS. E ancora, da un lato le riprese video per documentare, durante il “Processo di Norimberga”, le atrocità perpetrate in capo ai prigionieri e dall’altro le ricostruzioni e le disamine dei danni causati dall’utilizzo dei droni nella città di Miranshah. Infine, le devastazioni – temporalmente attuali – fermate in fotografie dal forte impatto emotivo, dove la natura, con i suoi fiori, non china il capo davanti all’orrore e continua a donare una speranza.

La Torino primaverile

La seconda esposizione – “NASTYNASTY© e Arts & Sciences Projects: Public Collection” – è un viaggio, nell’arte cinematografica, dell’arte nella sua accezione più stringente. Una contaminazione di messaggi e immagini dal risvolto inaspettato.

Così, non può passare inosservata, nel film “Vanilla Sky”, l’opera “La Seine à Argenteuil” di Claude Monet. Così come non può lasciare indifferenti la proiezione della “Grotta di Altamira” dietro la splendida Julia Roberts in “Mona Lisa Smile”. Anche Giorgio de Chirico, con il suo lavoro “Le jour de fête”, lascia un segno metafisico nella pellicola “Batman” diretta da Tim Burton.

Una danza da godere con gli occhi e, perché no, da ripetere, andando a cercare quei fotogrammi nei film citati.

Carlo Mollino

L’ultima mostra è una vera e propria perlustrazione di territori più o meno lontani dall’Italia. L’idea di variare il colore delle cornici, in relazione al luogo in cui sono state scattate le fotografie, rende – “Carlo Mollino: In viaggio” – un più che piacevole momento di passaggio tra sfumature cristallizzate in supporti destinati a durare nel tempo.

Un paesaggio greco dal taglio marino cede il posto a un’imponente costruzione geometrica statunitense. Il profilo degli archi indiani riesce ad accostarsi a una donna raffigurata in un momento di relax in Romania, a dettagli strutturali di un mulino a vento olandese, nonché a nipponici elementi architettonici.

Un tripudio di spunti e di scorci osservati dal punto di vista di un grande artista che ha saputo dare un tocco di preziosa originalità alla nostra Torino.

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I love photography and I love to see the world with the eyes of other person in a different view.

The photography is not only art, sometimes it is teaching too: it is a hard reality to examine with thoughts and reflections.

Today, we are in Turin at CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, a place where the real mains are the pictures that are free to live on the white walls.

Here, there are three exhibitions not to lose which we can visit until 1st May 2016.

Sulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla Sindone ai droni” (On crime scene. The proof of the image from Holy Shround to droni) is very fascinating. We can observe the development of the technological instruments which continue to notice the human being violent side.

From the study of images to recreate criminal dynamics, to images to prove and to argue the personal theories. From the veiled pictures by the faith to the reproduction of faces and informations, like modern identity cards, of executed people in USSR. From the movie shown during the “Processo di Norimberga” (Nuremberg trial) to furnish proof of atrocity perpetrated on the prisoners, to the recreations and close examinations about the droni damages at Miranshah. Finally, the present devastations focused in touching photographies, where the nature and its flowers don’t bow one’s head and they offer a hope.

The second exhibit – “NASTYNASTY© and Arts & Sciences Projects: Public Collection” – is a journey of art in cinematographic art. An unexpected fusion of messages and images.

So, the attention is for Claude Monet’s “La Seine à Argenteuil” in “Vanilla Sky” movie, for the “Cave of Altamira” projected back Julia Roberts in “Mona Lisa Smile” movie, for Giorgio de Chirico’s “Le jour de fête”, a metaphysical touch in Tim Burton’s movie “Batman”.

A ballet to enjoy with the eyes and to repeat trying those frames.

The last exhibition is a true patrol of territories more or less near Italy. The different colour of the photographies frames  make “Carlo Mollino: In viaggio” (Carlo Mollino’s away) very pleasant: it is a passage between the shades crystallized on durable supports.

A Greek marine landscape gives way to an American majestic and geometric building. The skyline of Indian archs coexists with a relaxed woman in Romania, with structural details of a Dutch windmill and with Japanese architectural elements.

Starting points and instants of a big artist who left an original and precious touch in our beloved Turin.

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