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Copertina di Torino

Per il secondo appuntamento della rubrica ‘Le letture del venerdì’, ho scelto un autore che amo molto e che adoro leggere ogni volta che posso.

E’ bravo, Guido Catalano. Molto bravo. Il risultato del suo processo creativo è un vorticoso susseguirsi di parole e di musicalità che toglie il respiro. E con il suo primo romanzo, “D’amore si muore ma io no”, si addentra in un bosco di lettere (e di sigle) che finisce per condizionare il nostro sguardo sulla realtà. La sua poetica scandisce la trama creando un reticolo di incastri che plasma la vita. C’è tutto Guido in questo libro: il Guido dei dialoghi da ‘botta e risposta’, il Guido pensiero, l’Amore secondo Guido.

Un emozionarsi e amarsi essenziale, una ricerca di conferme che quello che si sta vivendo non è un momento, ma IL momento.

Un’istantanea di Torino. Un’istantanea di una storia. La poesia come unico mezzo per cristallizzare qualcosa destinato a mutare velocemente, tanto che è sufficiente spostare leggermente l’attenzione perché tutto assuma una connotazione e una prospettiva diverse. Non si sarà mai Agata, l’amata, ma si sarà sempre Giacomo, colui che ama.

E proprio Giacomo scoviamo in ogni pagina, ora nascosto tra le parole e i periodi impazziti e fuori controllo che solo lui è in grado di dominare, ora vittorioso su visioni surreali, ma sempre presente ai ragionamenti e ai ricordi che affiorano a tradimento.

Viene offerta una visione del sentimento per eccellenza, una visione, però, data da dentro, scardinando i meccanismi mentali che ingessano i rapporti fra le persone. Con il suo fiume, le sue panchine e le sue caratteristiche fontane, nemmeno Torino può rimanere indifferente e voltare altrove la faccia quando si vede tagliata da un amore che corre in bicicletta e che prende la forma di un cuore che batte in accelerata, non solo per lo sforzo.

Torino e una panchina verde

L’amore quando arriva, arriva. E s’insinua in ogni gesto, in ogni riflessione, in ogni parola. E alla notte non resta che accogliere silenzi e pensieri, avvolgere e proteggere dalle paure ed essere spettatrice di una presa di coraggio senza precedenti.

Signore e signori, benvenuti nella mente del poeta.

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For the second appointment with my section ‘Le letture del venerdì’ (Friday Reading), I choose a special author. I love him and every time I can read his works I do it with pleasure.

Guido Catalano is a talent! The result of his creative process is a swirling sequence of words and musicality. With his first novel, “D’amore si muore ma io no” (One dies of love but I don’t), he goes in a forest of letters (and acronyms) and he influences our reality view. His poetry scans the plot and it creates a lattice of inserts which model the life. There is all Guido in this book: Guido’s communication, Guido’s thought, the love in Guido opinion.

An essential and emotional love, a research of demonstrations which that moment is not a moment, but THE moment.

A Turin snapshot. A story snapshot. The poetry is the instrument to crystallize something destined to change. It’s sufficient to modify the attention slightly to modify the outlook. We never are Agata, the loved one, but we always are Giacomo, the lover.

We discover Giacomo in every page, now he is hidden between the words and the crazy sentences, now he is victorious in surreal visions, but he always is lucid for his arguments and memories.

Guido offers us a love vision, but it is an inside vision that scatters the mental mechanisms which restrict the relationships. With its river, its benches and its typical fountains, Turin is not indifferent when a love cuts its face and it runs on a bike like a heart that beats quickly, for the work and much more.

Torino e la sua tipica fontana

When the love arrives, it arrives. And it goes in every gesture, in every consideration, in every word. And the night can only hold silences and thoughts: it embraces and protects from the fears and it is a viewer of an extraordinary courage.

Ladies and Gentlemen, welcome in the mind of the poet.

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