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Settimana del cervello 2016

Come nel 2015, anche quest’anno non potevo mancare all’appuntamento della “Settimana del cervello 2016” che, dal 14 al 19 marzo, ha affascinato il pubblico torinese con l’argomento “SIAMO DAVVERO LIBERI? Le neuroscienze della libertà e del libero arbitrio”.

Ora, io non ho competenze tecniche e la faccenda è decisamente più complicata di così, ma in diverse occasioni – a posteriori –  mi sono resa conto che la mia scelta era stata condizionata da fattori ambientali, sociali, affettivi, a scapito della mia vera volontà. A me piace ponderare, riflettere, pensare prima di agire, mentre oggi sembra che questo tipo di approccio non vada più di moda: le persone intorno a noi e l’habitat in cui viviamo richiedono una velocità di risposta e di riflessi che ci porta, secondo me, a non scegliere conformemente alla nostra effettiva identità, per mancanza sia di tempo per ragionare sia di energie che la frenesia, inevitabilmente, ci sottrae.

Ma cosa ho scoperto da questa ottava edizione che è riuscita ad amalgamare armoniosamente componenti psichiche, antropologiche e genetiche?

  1. Le decisioni, più o meno importanti, implicano diversi livelli di incertezza. Non si scappa, dobbiamo fare i conti con ciò che sentiamo dentro
  2. Il come siamo fatti dal punto di vista biologico non ci imprigiona: un encefalo poco favorevole non significa divenire un soggetto che delinque
  3. Secondo Cesare Lombroso, il libero arbitrio non ha il carattere dell’assolutezza, pertanto – semplicisticamente scrivendo – la libertà non esiste
  4. Ricerche effettuate hanno evidenziato che, nel mondo animale, le madri che prestano poca attenzione ai loro piccoli creeranno futuri ‘genitori’ che a loro volta presteranno poca attenzione ai loro cuccioli

Questi incontri sono un momento di riflessione e approfondimento e rappresentano, a mio avviso, degli stimoli di qualità in un momento storico in cui la quantità predomina e ci inchioda frequentemente alla superficialità.

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Same as on 2015, this year I participated in the “Settimana del cervello 2016” (Brain Awareness Week 2016), a series of meetings (from 14th March to 19th March) about “SIAMO DAVVERO LIBERI? Le neuroscienze della libertà e del libero arbitrio” (Are we free really? The neurosciences of freedom and free will).

Now, I’m not a specialist and the situation is more complicated than I narrated it, but I often realized that my choices had influenced by environmental, social and emotional causes to the detriment of my true will. I love to meditate, to reflect, to think before to act, but today this way is not fashionable: people and our habitat ask a speed of reply and reflex which take us to choose without to listen to our real identity. This happens because the time is very little and the frenzy steals us a lot of energies.

But, what did I discover about this theme?

  1. The decisions, more or less important, imply different levels of uncertainty: we deal with our emotional sphere
  2. The biological composition doesn’t block us: a disadvantageous brain doesn’t mean to become a criminal
  3. In accordance with Cesare Lombroso, the free will is not unconditioned, so, in a simplistic way, the freedom doesn’t exist
  4. In the animal world, the research emphasized that the mothers which pay little attention to its babies they will create ‘parents’ which in turn pay little attention to its puppies

These conferences are a reflection and follow-up moments and they represent an incentive of quality when today the quantity dominates and it often confines us to the superficiality.

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