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Bianca da morire

Il 21 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Poesia e nel libro “Bianca da morire” la poesia è così prepotentemente presente da inchiodare il lettore davanti a parole che non fanno sconti.

Le lettere si susseguono graffiando, fino a fare sanguinare, il concetto su cui, almeno una volta nella vita, ognuno di noi ha detto la sua: l’Amore.

L’amore degli altri. L’amore per se stessi. L’amore mancato e quello mancante.

Una poetica ammaliante, seducente, essenziale, a tratti pungente, ma sempre perfetta. Una trivellazione all’interno del sentimento più abusato, alla ricerca di una ragione che spinge a ottenere – a tutti i costi – ciò che si vuole.

L’amore chiama amore, il tutto sta in come si risponde a questa chiamata. La sua fame corrode dentro a ogni età, ma soprattutto a 16 anni. E alla fine ci si trova a cercarlo in maniera disperata, senza accorgersi che ci sta accanto, magari in una forma diversa da quella che si immagina. O che ci sta addosso, riconoscibile in un tratto somatico impercettibile ai più.

Ed ecco la strumentalizzazione dell’altro, usato come uno specchio per ammirare l’immagine che si vuole vedere e che ci si costruisce sulla base di sogni e ideali.

Nessuno è senza colpa, nemmeno l’ambiente in cui viviamo, fatto di mura, strade e persone. E se cercare un getto d’aria calda, sufficiente a scongelare un cuore imprigionato in una gabbia di ghiaccio, portasse pensieri in origine puri a comportamenti concludenti avversi?

E se la bianca purezza, da mantenere al di là di ogni ragionevole dubbio, cedesse il passo al nero vortice di sentimenti che scavano rabbiosi dentro l’animo umano?

Leggendo questo libro si assiste all’esplosione di un sogno e allo sfondamento della superficialità a opera della sete d’amore. Si viene investiti da una polvere di stelle che ha la fattezza di schegge nel cuore e che Elena Mearini scandaglia con una profondità disarmante, strizzando l’occhio a una modalità poetica impeccabile.

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The 21st March we celebrate the World Poetry Day and in the book “Bianca da morire” (White to die) the poetry is so present that the reader is nailed to the words.

The letters scratch and hurt the concept of love, a concept about each one told something, once in a lifetime.

The love of the others. The love for yourself. The lost love and the missing love.

A charming, seductive, essential and perfect poetic work. A drilling into a sentiment to search a raison which pushes us to obtain what we want, at all costs.

Love calls love, but we must see how we answer to this calling. The hunger of love corrodes everyone, especially if you are 16 years old. We search the love desperately and we not see that the love is near us, maybe in a different form compared to what we imagined. Sometimes, the love is on us, like a somatic feature.

So, the manipulation of the persons: the other become a mirror where we can see the our imagined and assembled picture.

None is free from the guilt, not even the environment where we live with its walls, roads and people. Can the research of hot water jet – to defront a frozen heart – push pure thoughts to negative behaviors?

Can the white purity – to maintain beyond every doubts – leave space for furious emotions which dig inside the human soul?

Reading this book, we attend to the explosion of a dream and the breach of the superficiality by the lust of love. A star dust runs over us and it seems splinters in the heart that Elena Mearini sounds out with a disarming profundity, ringing out the eye to a impeccable poetry.

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