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Il venerdì pomeriggio in FSRR

Con le nuvole che creavano giochi di luce spettacolari e un sole che non voleva sapere di farsi nascondere, venerdì scorso ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere una donna straordinaria, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, non solo un’icona nel mondo dell’arte contemporanea, ma anche un simbolo di una femminilità aggraziata ed elegante.

La stessa eleganza che si ritrova nell’allestimento creato ad hoc per la mostra “Adrián Villar Rojas. Rinascimento”, visitabile, fino al 28 febbraio 2016, nella sede torinese della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

In un ambiente ricreato nel suo cuore naturale, privo di luce artificiale e di qualsiasi condizionamento umano, è possibile intraprendere un percorso emozionale e sensoriale alla ricerca e alla scoperta del tempo.

Girando per lo spazio espositivo e in balia dei propri pensieri, ognuno di noi è libero di farsi coinvolgere e, così, arricchire – con la propria esperienza e la propria carica emotiva – gli oggetti presenti, tra cui scarpe e borse che troviamo posati sul pavimento, quasi in attesa di essere presi o ripresi da un momento all’altro. Mi ha fatto riflettere una scarpa collocata in mezzo al corridoio: l’inizio di un atto d’amore o la fine di una concitata discussione?

Ecco la danza del tempo, una ritmica diversa a seconda di dove si orienta lo sguardo, passando dall’uomo che non c’è alla natura che è sempre presente. Lasciamoci, quindi, investire da rocce scomposte, tagliate e semi sovrapposte e da eterogenee composizioni solo in apparenza inconciliabili. Quello che vediamo è ciò che resta e ciò che impercettibilmente continua a mutare; il tempo interviene sulle cose che ci circondano, non solo su noi stessi e il suo intervento finisce per lasciare sempre un segno, più o meno profondo. E così, una cipolla germoglia e l’uva appassisce.

Riconoscendo la dovuta importanza al susseguirsi dei secondi, possiamo forse imparare a gestire meglio l’ambito temporale che ci viene concesso e cullarci nell’illusione di riuscire a controllarlo.

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The clouds created spectacular tricks of the light and the sun didn’t hide itself. With this picture in my eyes, last Friday I met a special woman, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, an icon of the contemporary art and a symbol of an elegant and graceful womanliness.

The same elegance is in the outfitting created for the exhibition “Adrián Villar Rojas. Rinascimento”, which we can visit, until 28th February 2016, at Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in Turin.

In a natural space (without an artificial light and human conditioning), we can live an emotional and sensorial way to research and to discover the time.

Walking for the space, each one – with their thoughts – is free to increase the exhibited things by personal experience and personal emotional field. We see shoes and bags laid down on the floor as if they waiting to be taken suddendly. In the middle of the hallway, a shoe can symbolize the start of a love act or the end of an agitated discussion.

Here the dance of the time, a different rhythm depending on where we orient our glance, passing from the human absence to the constant presence of the nature. So, we admire haphazard, cropped and overlapping rocks and heterogeneous compositions to all appearances incompatible. The time works on us and around us and its intervention always leaves a sign. And so, an onion germinates and the grape withers.

Recognising the relevance of the seconds succession, we can maybe learn to organise better our time and to nurture the illusion to dominate it.

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