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Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Per il nostro secondo appuntamento con “tutttovero. Torino 2015. La nostra città, la nostra arte” andiamo nella torinese Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che, fino all’11 ottobre 2015, ospita lavori davvero affascinanti accomunati da un pensiero che riassumerei con le parole ‘Sembra, ma non è’.

La prima immagine a catturare l’attenzione è un villaggio di periferia che appare essere cristallizzato in un momento di ordinaria quotidianità in un mattino come tanti: il sole lambisce gli edifici e i prati verdi, una vettura furgonata bianca si allontana dal centro abitato, le case sono precise nel loro ordine e nella loro geometria (forse fin troppo). Questo è ciò che sembra, in realtà è la fotografia di un modellino creato nello studio dell’artista (James Casebere – “Landscape with Houses (Dutchess County, NY) #1”).

In continuità con l’esposizione della Fondazione Merz, trovano qui ospitalità le famose “testine” di Marisa Merz (“Senza titolo”) che, sorrette da un tronco, rimandano visi dai tratti somatici appena delineati. Con sicurezza identifichiamo delle sembianze umane in quei lineamenti, ma con uno sguardo più attento possiamo leggere qualcosa di più profondo, profondo come il ricordo di volti che abbiamo conosciuto ma che, a causa del tempo, risultano sbiaditi, come fossero ricoperti da un velo, fatto anche di fili di rame.

Uno splendido cambio di prospettiva ci regala Hermann Pitz con la sua installazione “Des Gouttes d’eau”. Fin da subito sembra esserci qualcosa che non torna: le gocce – apparentemente di acqua – sono troppo grandi per essere vere e si ha la sensazione che le molecole facciano fatica a mantenere la posizione che vediamo, pronte – da un momento all’altro – ad abbandonare la presa e a regalarci una diversa forma. Ecco il potere della resina e la capacità dell’artista di stimolare nei visitatori la curiosità.

Signore e Signori, l’illusione è servita.

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For the second appointment with “tutttovero. Torino 2015. La nostra città, la nostra arte” (tutttovero. Turin 2015. Our city, our art) we go to Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in Turin that houses any fascinating works until 11th October 2015. For me, one thought associated them: ‘It seems, but it isn’t’.

The image of a suburban village captures the attention. It appears impressed in an ordinary moment of an everyday morning: the sun skims buildings and green grasslands, the white little van leaves the village, the houses are precise and orderly. This is what it seems, actually it is a photography of a model created by the artist in his studio (James Casebere – “Landscape with Houses (Dutchess County, NY) #1”).

In continuity with Fondazione Merz, here we can see the famous “testine” (small heads) of Marisa Merz (“Senza titolo” – Untitled). On the trunks, there are faces with sketched somatic lines and, if we saw them with attention, we would understand a deep sense, like the memory of faces known that, for the passage of time, are faded, as if a veil covered them, also a veil made by strands of copper.

Hermann Pitz with his artistic installation “Des Gouttes d’eau” gives us a wonderful and different point of view. The drops (of water?) are too big to be true and they seem to leave its form at any moment to donate us new shapes. This is the power of the resin and the artist’s talent to intrigue visitors.

Ladies and Gentlemen, the illusion is here.

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