Tag

, , , , , , , , , , ,

I tre protagonisti

Ci sono luoghi che non smettono mai di stupirci, luoghi che diventano sedi naturali per raccontare storie incredibili, luoghi che, attraverso un percorso artistico, impongono una profonda e reale riflessione sull’essere umano.

La torinese Fondazione Sandretto Re Rebaudengo è – secondo me – uno di questi luoghi. La sobrietà strutturale e la calda accoglienza la rendono la sede ideale per ospitare, fino all’11 ottobre 2015, lo spettacolare “Ian Cheng. Emissary in the Squat of Gods”, la prima opera di un ciclo di approfondimenti relativi “alla storia dell’evoluzione cognitiva, passata e futura”.

In una sala, su due monitor, godiamo di immagini che danno vita a una cronaca digitale in movimento e perennemente in divenire. In penombra, seguiamo, più o meno nei dettagli, le interazioni – non tutte sceneggiate – fra i personaggi stilizzati e algoritmicamente modellati. In una comunità, che vive nei pressi di un vulcano attivo, troviamo lo sciamano che agisce secondo una volontà divina, la ragazzina Emissario che è l’unica persona in grado di decifrare la condotta dello sciamano e l’uccello nero attirato dagli eventi nefasti, che, quando fa cadere sulla testa della ragazzina un qualcosa di simile a un topo, la rende estranea al linguaggio dello sciamano, costringendola – in assenza di una guida da seguire – a prendere decisioni in autonomia. Ecco la nascita della coscienza.

Non è appassionante, coinvolgente, concettualmente profondo questo lavoro?

Ogni volta si scoprono dettagli ed evoluzioni nuove, come se si stesse ammirando una nuova ‘puntata’. E io ne ho viste alcune di ‘puntate’, ognuna densa di stupore e significato. Mi sono turbata nello scorgere la tristezza in occhi femminili e, tra i corpi che giacevano a terra, nel vedere un bambino che si avvicinava a una donna (forse la mamma?) con in mano la testa di un uomo (forse il papà?). Credo venga naturale allora domandarsi se questa disperazione sia il frutto di scelte sbagliate o della natura vulcanica che ha alzato la voce.

Mille domande, mille curiosità, mille interpretazioni cominceranno a occupare i nostri pensieri e ci troveremo a chiederci che cosa capiterà nel prossimo ‘episodio’, ‘episodio’ che, in parte determinato dalla non prevedibilità, avremo scelto noi nella data (quando lo andremo a vedere) e nella durata (il tempo che durerà la nostra visita).

§ § §

There are places that amaze us, places that narrate extraordinary stories, places that make one think about the human being.

For me, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in Turin is one of these places. Its sober structure and comfortable hospitality make it the perfect seat to house, until 11th October 2015, the magnificent “Ian Cheng. Emissary in the Squat of Gods”, the first job of a series of works about “the history of cognitive evolution, past and future”.

In a room, on two monitors, we can see a digital record that evolves permanently. In half-light and in more or less details, we follow the interactions – not all adapted – between stylised and algorithmically modelled characters. In a community, who lives near an active volcano, there are the shaman – who behaves in accordance with divine will, the girl Emissary – the one can be decode the shaman’s behavior and the black bird attracted to inauspicious events. When this black bird drops something like a mouse on the girl’s head, she does not understand more the shaman’s behavior; so, without a leader to follow, the Emissary must to take decisions alone. This is the birth of consciousness.

It is an absorbing and fascinating work, isn’t it?

We can always discover new developments and, so, we can always watch a new ‘episode’. I saw some ‘episodes’ and each one was full of sense and wonder. I saw sad female eyes, bodies to lie on the ground and a child to approache the woman (the mum?) with a man’s head (the dad?) in hand. It is natural to ask us if this affliction is the result of wrong choices or the volcanic nature.

Questions, curiosities, interpretations will start to occupy our thoughts and we will ask ourselves what will happen in the next ‘episode’, an ‘episode’ that we choose in the date (when we will go to watch it) and in the duration (the time of our visit). All with a little unpredictability.

Annunci