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Sulla Rotta delle Spezie

Le parole del Prof. Alessandro Vanoli ci accolgono e ci introducono in un mondo fatto di colori, di profumi e di sensazioni. Possiamo immaginare di essere in un mercato affollato attirati da una moltitudine di voci sovrapposte oppure in una casa inebriata dal profumo proveniente dalla cucina o, ancora, in una chiesa che sa accogliere lo spirito e l’olfatto come un abbraccio materno.

Che cosa accomuna tutti questi luoghi così diversi gli uni dagli altri?

Ci fornisce una risposta l’esposizione di fotografie “SULLA ROTTA DELLE SPEZIE. Terre Popoli Conquiste”, allestita fino al 27 settembre 2015 al 1° novembre 2015 al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino.

Le immagini che si susseguono sono di una bellezza disarmante, colpiscono gli occhi come un fendente e ci conducono per mano nel fantastico mondo delle spezie, mondo fatto non solo di prodotti, ma anche di ambienti e di persone.

I paesaggi sono un omaggio alla magnificenza della natura: il cielo plumbeo sopra le verdeggianti risaie di Bali avvolge uno spettacolo inedito per chi è abituato a vivere nel cemento (“Le risaie terrazzate di Jatiluwih” di Jim Richardson). Così come i luoghi adibiti alla vendita della merce, ordinata in sacchi e recipienti che sanno di caldo e di deserto, rimandano un’istantanea di vita reale (“Una strada piena di mercanzie nel suq di Taiz, una delle città più grandi e belle dello Yemen” di Steve McCurry).

Le spezie, con cui di solito familiarizziamo nei supermercati e che finiamo per dare per scontate, mostrano tutta la loro potenza di tradizione storica. Ci si può solo perdere fra quei barattoli trasparenti ricchi di colore e di profumi, dove il passato e il presente sembrano prendersi sotto braccio. Meravigliosamente affascinante è l’anice stellato che, in un incastro che ha qualcosa di simile alla perfezione, riempie di sogni e di magia il visitatore non frettoloso.

E poi lo zafferano, costoso ma dal sapore appagante, che tinge di giallo un risotto, un tessuto e che veniva utilizzato come rimedio per le lussazioni. Il suo fiore viola è dotato di un’eleganza e di una raffinatezza fuori dal comune (“Fiore di zafferano (Crocus sativus) sbocciato malgrado il terreno sia coperto di neve” di Zdenek Zizka) e i suoi stigmi dalla cromia aranciata rimandano l’idea di un qualcosa di prezioso che la natura ha voluto donarci (“Stigmi di zafferano in vendita in un mercato” di Alison Wright).

Infine, ci sono le persone, con le loro storie, i loro desideri, le loro speranze. Persone che lavorano duro e che non si spaventano della fatica, ma che sanno anche ritagliarsi dei momenti di relax per prendersi cura di se stesse (“Donna con una maschera di bellezza a base di radice di zenzero” di Frans Lanting).

Un viaggio strepitoso, immersi nei colori caldi di paesi lontani, che ci regala grandi emozioni, emozioni che ci portiamo a casa, quando, dalla dispensa, prendiamo una piccola confezione etichettata per cucinare il nostro piatto preferito.

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The words of Prof. Alessandro Vanoli introduce us to a world of colors, scents and sensations. We can imagine to be in a crowded market with its copious voices or in a perfumed house by the aroma of the kitchen or in a church that embraces our spirit and our sense of smell like a mother.

We can see what all these different places have in common into the exhibition of photographs “SULLA ROTTA DELLE SPEZIE. Terre Popoli Conquiste” (ON THE ROUTE OF SPICES. Lands People Conquests), open until 27th September 2015 1st November 2015 at the MAO Museo d’Arte Orientale in Turin.

The images are charming for its beauty and they bring us into the fantastic world of spices, a world done by products, places and people.

The landscapes are a tribute to the magnificence of nature: the heavy sky above the lush rice fields of Bali wraps an unusual show for people that live in the cement (“Le risaie terrazzate di Jatiluwih” – “The Jatiluwih rice terraces” of Jim Richardson). The places used for the sale of goods reproduce the real life and these goods are ordered in bags and receptacles that taste of hot and desert (“Una strada piena di mercanzie nel suq di Taiz, una delle città più grandi e belle dello Yemen” – “A market place in the suq in Taiz, one of Yemen’s largest and most beautiful cities” of Steve McCurry).

We take for granted the spices, but here they show its power of historic tradition. We can lose ourselves between those transparent tins full of colors and fragrances, where the past and the present seem to be arm in arm. The star anise is wonderful and it fills the slow visitor of dreams and magic moments.

And then the saffron, an expensive spice, that paints the rice of yellow, a fabric and it was used as a remedy for dislocations. Its violet flower has an unusual elegance and refinement (“Fiore di zafferano (Crocus sativus) sbocciato malgrado il terreno sia coperto di neve” – “A saffron crocus blooms, despite the snow covered ground” of Zdenek Zizka) and its orange stigmas seem something precious (“Stigmi di zafferano in vendita in un mercato” – “Saffron for sale at the market” of Alison Wright).

Finally, there are the persons, with their stories, their desires, their hopes. People work hard, but, at the same time, they take care of themselves (“Donna con una maschera di bellezza a base di radice di zenzero” – “Woman wearing a beauty mask made from ginger root” of Frans Lanting).

A great journey between warm colors of distant countries and intense emotions that, when we are at home, we recover in a small box to cook our favorite dish.

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