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Dettaglio casalingo

La nostra casa non è solo una costruzione che ci difende dalle intemperie del tempo, è anche il nostro rifugio, un luogo che custodisce i nostri sentimenti e le nostre emozioni. Ecco perché quando andiamo a casa di altre persone dobbiamo entrare in punta di piedi, rispettando quella dimora e il suo equilibrio, ricordando che stiamo invadendo una sfera sentimentale che non ci appartiene.

Questa è la sensazione che ho provato varcando la soglia della sala della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che, a Torino fino al 30 agosto 2015, ospita “Welcome You’re in the Right Place”, un’esposizione elaborata dal collettivo AIRBNB Pavilion.

Catturano immediatamente l’attenzione i gazebo di colore bianco, di solito utilizzati come riparo per le giornate trascorse all’aperto, magari sull’erba, oppure usati come stand per le sagre di paese. La loro funzione però è quella di proteggere ciò che si trova sotto e in mostra proteggono due concetti veramente interessanti: la piccola seggiola di Marisa Merz e i cuscini di Jason Dodge.

La prima opera è davvero incantevole: un elemento che in casa non manca mai caratterizzato dalle dimensioni ridotte e dalla presenza di fili di rame. Qui la sedia, più che evocare ristoro, sembra richiamare il lavoro, come quello di una donna che, abilmente e con impegno, incrocia dei fili.

Jason Dodge, con il suo “The children are sleeping”, ci meraviglia: i cuscini posati sul pavimento rimandano al momento del riposo e sapere che su due è stata mantenuta l’impronta lasciata dalla testa dei bambini che vi hanno dormito è veramente coinvolgente.

E’ altresì bellissimo avvicinarsi agli artisti di AIRBNB Pavilion curiosando all’interno delle abitazioni dei loro genitori. Ogni casa fotografata da Georgie Nettell (“Opportunity 6,7,8,9”) restituisce un mondo che racchiude una cultura, un modo di vivere, un approccio all’esistenza, un punto di partenza, un’opportunità.

Ci sarebbero altri dettagli su cui soffermarsi, ma il tempo dedicato agli ospiti è terminato e il cane elettronico che ci ha accolto all’ingresso, ora ci saluta all’uscita, felice di potere tornare a difendere quello che è anche il suo “Right Place”.

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