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Mostra Tamara de Lempicka

Sono emozionata oggi nel parlarvi della mia esperienza alla mostra “Tamara de Lempicka” ospitata nella splendida sede di Palazzo Chiablese a Torino fino al 30 agosto 2015.

Emozionata sia perché le opere sono di una bellezza pazzesca (la cromia è di una vivacità fantastica e alcuni dettagli bucano la bidimensionalità del lavoro) sia perché la vita personale, pubblica e lavorativa di questa ‘It girl’ dell’epoca rimanda un’allure che mixa alla perfezione spirito di ribellione e classe innata.

Benvenuti in questo viaggio dedicato alla produzione artistica e al ‘lifestyle’ di questa pittrice raccontato attraverso le lettere dell’alfabeto.

A come AAA ‘Modella cercasi’: l’olio su tela “Susanna al bagno” è stato il mezzo pubblicitario con cui Tamara ha ricercato una fanciulla simile a quella da lei rappresentata

B come Beneficienza: presente nella sua vita, concretizzata al buio dei riflettori e coordinata perfettamente al suo essere icona

C come Cappello: è il dettaglio che predilige. Lo immagina, lo disegna, lo cala su ogni persona e lo dipinge nell’olio su tela “Donna con cappello”

D come D’Annunzio: c’è una corrispondenza tra i due e quando, nel 1927, Tamara lo raggiunge al Vittoriale per una decina di giorni, lui vorrebbe conquistarla, mentre lei vorrebbe solamente realizzarne un ritratto

E come Edimburgo: sede della polacca struttura ospedaliera a sostegno della quale l’artista pianifica il “Paderewski Testimonial Day” che vede anche la presenza di Salvador Dalí

F come Famiglia: la mostra mette a nudo la parte più profonda di Tamara e fotografa i suoi due mariti, i suoi rapporti extraconiugali e sua figlia

G come Glamour: il suo essere stilosamente chic è condensato in un video proiettato in un “Cineac” ricostruito ad hoc. Tutto di lei esprime grazia: da quando si sistema i capelli a quando impugna una normale tazza

H come Hollywood: nella casa di Beverly Hills viene fotografata come se fosse un’attrice. Le sue pose, la sua fotogenia e la sua classe non temono certamente il confronto con le immagini delle star di Hollywood del periodo

I come Ira Perrot: è l’amante di Tamara che possiamo sia vedere nel video di cui alla lettera ‘G’ (qui lo spettatore potrebbe però dedicarle poca attenzione se fosse attratto maggiormente dall’artista) sia ammirare nello splendido “Ritratto di Madame Perrot” dove l’olio su tavola restituisce un’immagine di donna vestita di bianco particolarmente raffinata

J come Jacquard: il particolare tessuto presente nell’opera “Le confidenze (Le due amiche)

K come Kizette: la figlia dell’artista, con cui i rapporti non sono particolarmente distesi. Bellissima la sua immagine rimandata dall’olio su tela “Kizette al balcone”, dove mi hanno affascinato la capigliatura e la tridimensionalità delle calzette

L come Los Angeles: Tamara è una diva e organizza feste alla sua altezza, feste che culminano con la visione di quell’opera magnifica chiamata “Madre Superiora

M come “Madre Superiora: è il suo lavoro preferito (tanto che non lo venderà mai) ed è particolarmente denso di significato spirituale. Quelle lacrime così belle da sembrare vere rappresentano il sentimento del dolore che fatica a passare

N come Nature morte: interessanti quelle aventi come soggetto-oggetto la rosa. Sono opere da cui emergono il suo studio e le sue capacità artistiche

O come Omosessualità: il nudo, mai volgare, non manca nella produzione di Tamara e, di certo, lascia poco spazio all’immaginazione “Prospettiva (Le due amiche)”, un olio su tela che racconta dell’amore fra due donne

P come Parigi: nessuno può rimanere indifferente davanti alla ‘Ville Lumière’, nemmeno la nostra artista, che la raffigura in un lavoro dalle tinte sì cupe ma illuminate dalla luce di due lampioni in primo piano (“Strada nella notte”)

Q come Quadro più caro: “Nudo con vele” è protetto da un vetro ma sprigiona ugualmente la bellezza che abbiamo imparato a conoscere fino a qui. Pensate che avremmo potuto non ammirarlo: è stato, infatti, coinvolto in un incendio di cui porta ancora i segni. E sarebbe stato un vero peccato non vederlo perché quest’opera condensa lo stile di Tamara, lo stile di Casorati e la decostruzione tipica del Cubismo

R come Rafaëla: la luce e la cromia de “La bella Rafaëla” sono di un incanto incredibile. I capelli corvini, le forme alla Renoir, le labbra rosse, la posizione lasciva sono tutti elementi che caratterizzano quest’olio su tela di una sensualità prepotente. Ma chi era questa donna? Era una prostituta nei cui confronti l’artista provava un amore ‘di testa’

S come Salsomaggiore: famosa località che la vede presente nel 1934. Tamara pensa di ritirarsi in un convento nei pressi di Parma dove incontra la Madre Superiora di cui alla lettera ‘M’

T come Tadeusz Lempicki: avvocato polacco e primo marito della nostra ‘It girl’ che finisce però per non sopportare più lo stile di vita sopra le righe della moglie (mi ha appassionato il fatto che Tamara lavorasse con la musica di Wagner ad alto volume)

U come Ungheria: l’artista nel 1936 raggiunge la capitale Budapest per assistere “alle corse dei cavalli” e dedicarsi all’attività di ‘socialite’

V come Vergine: la spinta spirituale di Tamara è così forte da concretizzarsi in una serie di lavori particolarmente intensi. La “Vergine col Bambino (Madre con bambino)” toglie il fiato sia per i colori (il velo blu che cambia tonalità) sia per i dettagli (gli occhi della Vergine e la cuffia del Bambino)

W come Wall Street: da vera icona, diceva di essere arrivata a New York il ‘venerdì nero’ del 1929; in realtà la documentazione la smentisce

X come DupleX: è l’appartamento di New York comprato dal barone Kuffner, il secondo marito di Tamara, di cui dipingerà di bianco tutto il mobilio

Y come ‘ToY boY’: ebbene sì, è stata pioniera anche in questo. Victor è stato la sua ultima passione

Z come RagaZZa: è sempre stata una fanciulla ribelle Tamara, basti vedere le fotografie da giovane e da meno giovane che la immortalano con la sigaretta, simbolo di una donna che ha centrato gli obiettivi che si era prefissata

Con la lettera ‘Z’ finisce questo percorso un po’ inusuale avente come protagonista un personaggio davvero peculiare, personaggio che ha caratterizzato, lasciando un’impronta indelebile, ogni attività in cui è stato coinvolto. A noi non resta che lasciarci trasportare nel suo mondo, che abbiamo visto non essere solo glitterato, e godere del suo talento.

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