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Mostra Internazionale Immortale

Sembra ieri quando, affacciato alla finestra, si arrabbiava perché non riusciva a parlare e lui voleva parlare, doveva. Lui che si era affiancato alla Storia, lui che la Storia aveva contribuito a farla.

«Immortale. Da Lolek a San Giovanni Paolo, la grande storia di un uomo “venuto da lontano”», allestita presso l’Archivio di Stato di Piazza Castello n. 209 (Torino) e ammirabile fino al 02 agosto 2015, è una “mostra internazionale” davvero emozionante. Credo sia inevitabile vivere il percorso espositivo con il cuore e con gli occhi velati da una lacrima pronta a fare il suo corso sospinta sia dalla tenerezza sia dalla tristezza. I ricordi affioreranno e riporteranno a quei momenti che hanno segnato la nostra coscienza e il passato recente del nostro Paese.

Il viaggio alla riscoperta di questo uomo eccezionale comincia con l’attentato del 13 maggio 1981: le didascalie, le immagini e il video ci spingono indietro nel tempo e ci fanno rivivere quel drammatico evento – dall’esito fortunatamente fausto – che rappresenta lo spunto per fare raccontare a Giovanni Paolo II la sua straordinaria vita, vita che mi piacerebbe omaggiare con quelle che sono per me le tre mandorle di oggi.

La “Borsa di lavoro in pelle del cardinale Karol Wojtyla” (scura e vissuta) e la «Penna stilografica “Pelikan” placcata oro del cardinale Karol Wojtyla» (proposta aperta) sono due oggetti che, secondo me, rappresentano – sotto il profilo materiale – il lavoro svolto da un uomo per gli altri uomini.

L’“Abito talare bianco e scarpe di Papa Giovanni Paolo II indossato nella prima visita in Polonia da Pontefice, 2-10 giugno 1979” racchiude la scelta del nome, il suo rapporto con i politici (nel 1989 incontrò Gorbaciov e la moglie Raissa che, per l’occasione, aveva optato per un non convenzionale abito rosso) e la passione per lo sport (il video che lo ritrae in montagna, anche quando è costretto ad aiutarsi con i bastoni, è di una fine bellezza). Il suo vestiario, ancora, testimonia la lotta contro la guerra, richiama il ‘fuori programma’ alla Valle dei Templi e l’amore per i giovani. I suoi giovani.

La «Bicicletta “Amator” degli anni ’60 del Cardinale Karol Wojtyla» ci manda un messaggio: nonostante le sofferenze dobbiamo continuare a pedalare. E così ha fatto lui fino al suo ultimo viaggio a Lourdes e fino alla sua nuova vita eterna. Mi piace immaginare questo mezzo come una compagna di avventure in terra e in cielo, perché sono convinta che il vento che leggeva le pagine del Vangelo il giorno del suo funerale fosse l’aria mossa dalle pedalate energiche di Lolek che ci veniva a salutare.

Qui tutto è avvolto da una dolcezza materna e la sensazione di essere stretti in un abbraccio caloroso rimarrà con noi anche dopo la fine della visita alla mostra, mostra che ha il merito di riempire d’Amore il nostro cuore e di farlo commuovere intensamente.

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