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I Giardini della Venaria Reale

C’è sempre un momento nella vita in cui ci fermiamo, ci guardiamo dentro e rivolgiamo il cuore lassù, oltre le nuvole. Per qualcuno questo momento è un appuntamento periodico e fisso o comandato, per qualcun altro è un evento che capita una volta sola e in un momento ben determinato.

La Reggia di Venaria – ospitando fino al 23 agosto 2015Pregare. Un’esperienza umana – L’incontro con il divino nelle culture del mondo” – consente di scoprire e di calarsi spiritualmente nelle differenti religioni. Essendo il materiale esposto quantitativamente notevole, vi suggerirei di ritagliarvi una bella fetta del vostro tempo per consentirvi di avvicinarvi a mondi che spesso solo marginalmente ci sfiorano.

Sempre accompagnati dal sottofondo di suoni tipici e partendo dal confronto della struttura dei rosari nei diversi culti e della loro collocazione spaziale e temporale (idea che trovo fantastica), si comincia il cammino con l’Induismo e, tra immagini e statuette, cattura la mia attenzione, oltre le splendide fotografie di Melo Minnella, il “Telo da parete con la ‘sacra famiglia’ di Shiva”, i cui colori sono una meraviglia per gli occhi e un faro puntato sull’anima.

La sezione successiva è dedicata al Buddhismo (anche tibetano) e qui sono di parte, poiché da sempre questo universo mi affascina: dalla figura del Buddha – permeata di una saggezza sempre attuale -, al numero 108, alla ruota usata per la preghiera (carina è la versione portatile in mostra).

Il percorso prosegue poi con l’Ebraismo e apre le porte della conoscenza su una spiritualità forte e profonda: dalla seta bianca dello “Scialle da preghiera” al puntatore a forma di manina per leggere il Pentateuco, dal caratteristico “Copricapo” ai “tefillin” portati al braccio sinistro e alla testa.

Avanzando nel cammino si incontra l’Islam e in particolare quello praticato in Marocco. Qui mi sono soffermata sulla figura del muezzin (che dal minareto richiama i fedeli alla preghiera), sulle magnifiche immagini delle moschee e delle diverse posture da tenere quando si prega, sulla bussola da usare per trovare la direzione de La Mecca e sui tappeti dalle tinte calde.

Continuando a percorre le sale troviamo “Gli Ortodossi e l’Esicasmo” con la «‘preghiera del cuore’» e la sua peculiare posizione, nonché gli approfondimenti cattolici relativi alla preghiera praticata in gruppo (splendida è la stampa del “Monastero Santa Maria di Rosano. Le novizie in Coro” di Sebastiana Papa) e da soli (merita di essere guardato da vicino il “Rosario realizzato con pallottole”).

Dopo l’accostamento ai ‘risultati’ delle suppliche divine (evocativa è la “Madonna del Soccorso” di Tiberio d’Assisi) e alla vetrina dedicata ai Copti etiopi (da vedere le croci dalle differenti fogge), si possono ammirare le meravigliose perle – dense di significato – del “Rosario luterano” e giungere poi al punto in cui è concesso vivere un’esperienza davvero speciale. “Prayground” di Stefano Savona è un efficace strumento artistico per osservare, da diverse angolazioni, i fedeli nel loro momento più intimo, diventando noi stessi parte del loro rito di preghiera abbandonando i panni dei meri spettatori.

Come avrete notato, il percorso espositivo è particolarmente lungo e articolato, ma del resto tutto ciò che riguarda l’anima richiede tempo, costanza ed energia.

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