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Le meraviglie di Torino

Quante meraviglie nasconde Torino! Non si finisce mai di rimanere stupiti e talvolta estasiati davanti ad architetture che restano immobili ogni giorno davanti ai nostri occhi.

L’ostensione della Sindone da un lato e l’importante lavoro di recupero a opera della Compagnia di San Paolo dall’altro, hanno fatto scoprire a me, ai torinesi e ai turisti curiosi spazi spirituali inattesi e colmi di fascino.

Nella vasta scelta degli edifici dislocati nel centro cittadino, ho optato per un giro ristretto di luoghi caratteristicamente diversi, ma emozionalmente profondi.

Chiesa della Santissima Trinità

Chiesa della Santissima Trinità (Via G. Garibaldi n. 6): i canti di sottofondo introducono alla maestosità della struttura i cui colori scuri sono il preludio della luce all’apice della cupola. Si prova la sensazione di essere veramente un granello di sabbia nel deserto, un piccolo pezzo di un puzzle che, per realizzarsi nella sua compiutezza, necessita di tutti gli altri tasselli. Qui c’è la mandorla che non ti aspetti: in questa sede, infatti, è ora visionabile solamente una copia dell’opera della “Madonna del Popolo” di Jean Kraeck, in quanto l’originale è esposto alla Reggia di Venaria.

Chiesa dei Santi Martiri Solutore, Avventore e Ottavio

Chiesa dei Santi Martiri Solutore, Avventore e Ottavio (Via G. Garibaldi n. 25): basta percorrere pochi passi e ci viene incontro un altro spettacolo torinese. Come la precedente, anche questa chiesa accoglie il pellegrino con un suono musicale caratterizzato però da note più eleganti e ricercate. E’ sfiorando questo pavimento che è possibile lasciarsi affascinare dalla potenza della luce, luce che, posandosi in ogni angolo, rimanda una cromia viva e accesa. Le naturali venature del marmo, la doratura del pulpito, la magnificenza dell’organo vengono investite da una luminosità che sembra avere qualcosa di divino.

Chiesa della Misericordia

Chiesa della Misericordia (Via G. Barbaroux n. 41): la sua posizione ha già di per sé un qualcosa di magico. Posta alla fine di una breve strada acciottolata, sembra attendere il fedele, che così può, rispettosamente, prepararsi al suo ingresso, varcato il quale può ammirare un ambiente naturalmente illuminato ed essenziale. Il bianco avvolge in un caldo abbraccio che rimane tale anche quando, in una teca marrone, si posano gli occhi su oggetti davvero particolari: il “bicchiere dei condannati”, la “corda dell’impiccato” e il “crocifisso adoperato da S. Giuseppe Cafasso”.

Basilica di Maria Ausiliatrice

Basilica di Maria Ausiliatrice (Piazza Maria Ausiliatrice n. 9): è doveroso, nel bicentenario della nascita di Don Bosco, citare questo incanto architettonico, nonché religioso, per il quale ogni parola appare riduttiva. E’ impossibile non innamorarsene: ogni capitello, ogni balaustra, ogni centimetro di suolo, muro e soffitto parlano di amore, di quello vero però, quello che fa sentire a casa e protegge quando fuori infuria la tempesta.

L’aspetto straordinario è che questa bellezza è gratuita e alla portata di tutti e, quando i portoni che la custodiscono gelosamente sono aperti, è possibile sentirne il richiamo e la voce dolce e soave. Il mio consiglio, quindi, è di rimanere vigili e attenti per evitare di perdervi cotanto splendore.

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