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Lavorare il sapone

Non sono particolarmente portata per la scultura (e si vede!), per fortuna, fino al 19 luglio 2015 presso la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, è possibile ammirare “Modigliani e la bohème di Parigi”. E lì sì che gli occhi possono riempirsi di bellezza e brillare di emozione.

A intrigare, oltre ad alcuni capolavori, è la componente psicologica ed esistenziale sottesa alla mostra stessa. Un po’ come in Fondazione 107, si cerca la vera essenza dell’altro e, forse, si finisce anche per trovare una parte di se stessi.

Mi affascina l’idea e la tecnica scultorea di Amedeo Modigliani di levare e sottrarre del materiale al fine di conservare tutto quello che non è superfluo e inutile. Del resto, è ciò che capita con le persone: le si conosce e con il tempo si riesce a scalfire lo spesso strato protettivo ad hoc costruito.

Ma com’era questo artista? Era davvero maledetto come si dice? Sicuramente era un personaggio che non passava inosservato: non aderì mai a un manifesto, non scelse mai la via dell’accomodamento e proseguì sempre per la sua strada nonostante le difficoltà.

Ecco, attraverso alcune curiosità mandorlate, chi era l’uomo di cui tutti a Torino parlano:

  • realizzava sul suo inseparabile album i c.d. ‘disegni da bere’. All’inizio, infatti, non si poteva permettere una modella e quindi dipingeva chi conosceva o chi frequentava i bar. Se fossimo stati lì in quegli anni avremmo assistito a un baratto eccezionale: un bicchiere di vino in cambio di pochi e veloci tratti firmati Modigliani
  • non utilizzava la gomma: se il disegno non era di suo gradimento lo buttava direttamente via! Così come per la collera dava fuoco alle tele che non riusciva a piazzare
  • regalò un suo lavoro a Picasso e quest’ultimo, avendo bisogno di una tela, cosa fece un giorno? Usò quella di Amedeo e la coprì
  • dedicò 25 opere alla sua Jeanne: ritratta con il collo lungo e gli occhi a mandorla privi di pupille in perfetto stile Modigliani e mai senza vestiti. La loro storia d’amore però era destinata a non avere un lieto fine: la sera stessa in cui Amedeo morì, la donna pose termine alla sua esistenza e a quella del bambino di nove mesi che portava in grembo
  • ci lasciava giovane questo artista: i locali in cui era costretto a vivere per mancanza di denaro, i suoi problemi di salute e il suo stile di vita non potevano che lasciare il segno

Non stupitevi se nell’ammirare le meraviglie esposte vedrete persone sedute per terra intente a leggere le didascalie, perché Modì in lingua francese vorrà anche dire maledetto, ma l’atmosfera che si respira in GAM è vivace e maledettamente fuori dalle regole!

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