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Una panchina nei giardini

E’ vero, giugno è finito, ma che mese intenso è stato!

Murales ai Giardini Parco Dora

Mi sono fatta venire l’acquolina in bocca girando tra gli stand dell'”International Street Food Parade” accompagnata dal suono di una campana gigante itinerante. La mia attenzione veniva sempre però catturata dalla cucina emiliana, nonostante si fosse in territorio torinese.

GAM di Torino

Mi sono incantata davanti all’opera “Autoritratto come notte” di Francesco Gennari esposta nella Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino nell’ambito del progetto “Vitrine”. La sua apparente cupezza era risaltata dal muro bianco e dal c.d. ‘occhio di bue’: un modo per sentirsi addosso l’universo e, contemporaneamente, avere la sensibilità di rendersi conto di appartenervi.

Villefranche-sur-Mer

Ho percorso un sentiero che costeggia il mare, lasciandomi stupire da ogni tonalità di blu, da ogni gioco di luce, da ogni fiore che incontravo. Ho impresso nella mente un numero enorme di cartoline di Villefranche-sur-Mer, ricordi che affiorano a tradimento per non farmi dimenticare la bellezza incontaminata che porta con sé la vera armonia interiore.

Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo di Torino

Ho apprezzato, anche se da dietro i vetri, le opere di “Icone senza tempo per un racconto senza fine” allestite presso la torinese Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo. La lucentezza cromatica colpiva gli occhi e tu non potevi far altro che trattenerti lì, in ammirazione.

E’ incredibile quante cose si possono fare in 30 giorni! Quante esperienze, quante meraviglie sopite destate da uno sguardo, quante persone incontrate o anche solo incrociate. E se giugno avesse avuto 30 giorni in più cos’altro avrei potuto fare? Ecco una domanda che lascia il dolce in bocca!

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