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Welcome to Turin

Per il mese di giugno ritorna il pacchetto ‘Tre mostre in un Dì’ e questa volta, dopo la FSRR, ci rechiamo in uno spazio che riesce ad amalgamare alla perfezione arte, cultura e glamour.

Se il bianco, declinato nell’abitino di cotone svolazzante, sta all’estate 2015, allora il ‘white wall’, artisticamente e magistralmente allestito, sta al MEF di Torino.

Il Museo Ettore Fico ospita, fino al 21 giugno 2015, mostre particolarmente interessanti e stimolanti che abbracciano ogni tipo di visitatore: il fashionista, il nostalgico e il Cittadino con la ‘C’ maiuscola (che spero alberghi in ognuno di noi). Vediamole insieme.

La vie en France

Jacques Henri Lartigue. Alle origini della fotografia contemporanea

Questa è l’esposizione fotografica per chi ama la classe e il buon gusto. Gli scatti hanno tutti un qualcosa di speciale e di evocativo di un tempo passato che personalmente non ho vissuto ma che da sempre mi incuriosisce.

Si ha la sensazione di muoversi all’interno di una rivista patinata tra lunghi vestiti, cappelli a tesa larga e costumi che tarpano le ali a qualsiasi tipo di immaginazione, ma che per l’epoca erano considerati sexy.

Scegliere il bello nella bellezza è arduo, ma tre fotografie mi sono entrate nel cuore. La ‘dolce’: il ritratto datato agosto 1930 di “Renée”, giovane donna che sorride con il cuore avvolta nella sua canotta scura e rassicurata da una serie quantitativamente indeterminata di braccialetti. La ‘divertente’: “Zissou” immortalato nel 1911 nel suo completo scelto per stare in acqua sorretto da un nero ciambellone. L’’estiva’: la migliore espressione del mio concetto di ‘summer time’, rappresentato da libri, sole e relax (“Bibi et Michèle Verly al lago di Aix-les-Bains”).

Lavori in corso a Torino

Plastic Days. Materiali e design

Salire le scale del MEF è come percorrere il viale dei ricordi perché in entrambi i casi finisci per fare un bilancio. Se avete voglia di compiere un salto nel passato e nella storia di un materiale che è parte integrante della nostra vita e, soprattutto, non avete paura di prendere atto del tempo che passa: FERMATEVI! State leggendo le righe giuste!

La mostra, tra resto, è strutturata in sette sezioni caratterizzate ognuna da una precisa spiegazione e da un’esposizione di oggetti davvero considerevole. Ecco quali sono, secondo me, le tre mandorle:

  1. un elemento di design: la “Sedia Pila” di Giancarlo Piretti, ne avevo di simili quando facevo i pic-nic nei pressi di Oropa con la mia famigliola
  2. un oggetto immancabile nella toletta della nonna: lo specchio con manico da impugnare con una mano mentre con l’altra si ravvivavano i capelli (il mio era rosa)
  3. un must per gli amanti dei giocattoli: i pupazzi in polivinilcloruro raffiguranti “Donald Duck”, “Pluto” e “I Sette Nani”! E qui partono gli splendidi ricordi legati a dolci momenti d’infanzia!

Il mare di Latte

Silenzi

Questa chicca realizzata da “I Buffoni di Corte” ci accoglie all’ingresso del Museo ed è costituita da 9 lavori composti ognuno da una fotografia e da diversi oggetti variamente integrati volti a rafforzare ogni singolo tema trattato.

Qual è il nostro rapporto con ciò che accade accanto a noi e lontano da noi? Come affrontiamo la dicotomia sciupio di alimenti – denutrizione? Come ci comportiamo davanti a una violenza subita da un altro essere umano o da un animale? Cosa facciamo per salvaguardare e mantenere pulito il nostro pianeta?

Sono tutte domande che nascono spontanee osservando queste opere, opere che hanno il potere di risvegliare le coscienze e di fornirci un input per diventare parte attiva nel processo di cambiamento della situazione attuale locale e mondiale.

Ricordiamoci che l’indifferenza danneggia tutti e anche con i piccoli gesti quotidiani possiamo contribuire a rendere migliore la nostra vita e quella degli altri.

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