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IMAGO - Il viaggio della Sindone. Storia di un’immagine

Oggi inauguro una serie di appuntamenti aventi per oggetto il sacro lino e la ‘prima ospite’ di “Amici della Sindone” è una mostra (gratuita) che mi ha particolarmente colpito: “IMAGO – Il viaggio della Sindone. Storia di un’immagine” allestita fino al 21 giugno 2015 presso il Teatro di Palazzo Saluzzo Paesana.

Appena varcato il portone di legno si viene travolti da un’atmosfera magica: le splendide fotografie di Marco Ansaloni ci proiettano, accompagnandoci, attraverso un percorso unico e suggestivo. Si parla di Sindone in modo nuovo lasciando sullo sfondo gli aspetti religiosi e scientifici e concentrandosi sul viaggio che questo lenzuolo ha compiuto, ipoteticamente e realmente, per arrivare fino a Torino.

I dettagli evidenziati in ogni singolo scatto sono ipnotici e fascinosi e sembrano portarci all’interno del luogo fotografato ed ecco che ci troviamo in Turchia ad Antakya dentro la chiesa di San Pietro, una grotta dotata di via di fuga dove Pietro e Paolo si raccoglievano. Un’altra grotta però ci attende, è quella di Giobbe a Sanliurfa, un luogo che ci travolge con la potenza della sua spiritualità, così come ci aspetta e ci coinvolge, ma in maniera diversa, la Piazza di Santa Sofia a Istanbul dove – con il profilo della moschea in lontananza – ci troviamo a condividere con una coppia momenti di realtà quotidiana.

Lasciamo la Turchia per raggiungere la Francia e in particolare Lirey un piccolo paese di campagna che entra nella storia: nel 1353, infatti, ha assistito all’apparizione della Sindone diventando luogo di pellegrinaggio da parte dei fedeli che vedevano in essa una speranza, così come avviene oggi a Torino. Il sacro lino viene poi preservato nel Castello di Montfort per quasi 30 anni e qui la fotografia è di una poesia indescrivibile: la neve bianca e candida sfiora dolcemente il paesaggio reso spoglio dal periodo invernale e rimanda una magia che si sposa meravigliosamente con il tema trattato. Infine, la devozione raggiunge Chambery e con essa i momenti di raccoglimento e di preghiera.

Da ultimo, il nostro viaggio ci porta in Italia e precisamente a Voragno dove – sulla strada dietro a una protezione in plexiglass – possiamo ammirare un affresco dedicato alla Sindone: nell’immagine il passato e il presente sembrano sfiorarsi, i colori vivaci dei due motociclisti che sfrecciano davanti all’immagine murale contrastano con l’apparente immobilità dell’opera. E allora sfruttiamo il passaggio in moto per andare a Levone a incantarci innanzi a un altro affresco realizzato sulla parete esterna della cappella dei Santi Antonio e Michele: qui la raffigurazione fotografica sembra avere trovato un equilibrio fra la diversità dei tempi e delle epoche (nessuno corre o va di fretta). E così giungiamo a Torino, la casa del sacro lenzuolo, casa che ha visto le fiamme e la paura, mentre oggi assiste all’ostensione e alla preghiera.

Un ringraziamento a Marco è dovuto, non solo per i dettagli del suo lavoro che pazientemente e in modo appassionato mi ha raccontato, ma anche per il suo progetto, realizzato con tecnica ma soprattutto con tanto cuore.

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