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Dettagli esterni PAV

Il susseguirsi delle belle giornate alimenta il desiderio di fuggire nella natura ed esiste un luogo – a Torino – dove è possibile conciliare aria aperta e arte contemporanea: il PAV. Il Parco Arte Vivente è sede, fino al 31 maggio 2015, della mostra “Aggloville”, un’esposizione che, integrando fotografie, video, e installazioni, consente all’artista Bert Theis di trattare temi attualissimi come il rendere maggiormente vivibili e sostenibili le città in cui abitiamo.

Le fotografie su tela raffiguranti Parigi, Tirana, Monaco e Torino hanno catturato la mia attenzione: in queste immagini gli edifici e le strutture architettoniche principali sono attanagliati e quasi isolati da rigogliosi alberi verdi. La natura sembra prendere il sopravvento e arginare l’impulso umano di urbanizzare (“Aggloville (Paris)”, “Tirana pa makina (Tirana)”, “M’ambo (Munich)”, “Aggloville (Torino)”).

Se, come vi consiglio, vi siete presi un po’ di tempo per stare con la vostra famiglia e avete con voi i bambini, sfruttate l’occasione per divertirvi con “BIOMA” il percorso ideale per stimolare i nostri sensi (di Piero Gilardi). Immersi in una sorta di labirinto scuro possiamo toccare delle fette d’arancia, annusarle e sentirle, così come possiamo produrre delle note con dei guanti di plastica riempiti di liquido e vedere le trasformazioni delle foglie.

A questo punto, secondo me, vi è anche venuta voglia di uscire all’aria aperta e allora via alla scoperta del parco e delle opere che non aspettano altro di interagire con noi!

Dopo aver attraversato il verde e il bambù (“Corpo Vegetale” di Felice Gualtieri, Armando Mangone, Maria Luisa Priori) e immaginato la casa delle talpe (“Galerie de taupe” di Laurent Le Deunff), puntiamo gli occhi verso l’alta torre arancione (“La Folie du PAV” di Emmanuel Louisgrand) e odoriamo gli aromi provenienti dall’orto cittadino (“Pedogenesis (Orto-Arca e Trasmutatore di Sostanza Organica)” di Andrea Caretto/Raffaella Spagna).

Riscopriamo, quindi, le aree verdi e, con un profumo di fiori che ci invade le narici, diamoci una possibilità di rilassarci e socializzare al vero suono del cinguettio degli uccelli.

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