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Chissà cosa ha visto questa cascata

La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, fino al 30 maggio 2015, ci fa immergere ne “L’arte in Trincea. Anselmo Bucci e La Prima Guerra Mondiale”, una mostra gratuita che, come “AL FRONTE. CINEOPERATORI E FOTOGRAFI RACCONTANO LA GRANDE GUERRA”, ci descrive il conflitto del 1914 – 1918 attraverso parole, immagini e oggetti.

Un po’ di storia: tre cose interessanti

  1. Torino, grazie all’aeroporto di Mirafiori e alle prime industrie a produzione militare, diventa sia “un arsenale di idee” sia un modello organizzativo per l’intero Paese
  2. la  tanto temuta “cartolina” ha una doppia veste, da un lato “chiamata alle armi” dall’altro documento per immagini di come nel tempo siano cambiati l’abbigliamento e i corredi dell’esercito
  3. il ruolo delle Forze Armate, dapprima mezzo per creare uno spirito nazionale attraverso un polo educativo e formativo dei giovani soldati, poi elemento centrale per la salvaguardia della pace e del vivere secondo i principi di “libertà e democrazia”.

L’angolo del ‘ficapuciu’ (cosa vedere da vicino)

  1. il calamaio, la cui penna – si legge – “è stata costruita con due bossoli di fucile
  2. la “bicicletta Mod. Bianchi 1912 per Bersaglieri” (se ami le due ruote non motorizzate non puoi restare indifferente!)
  3. i fogli scritti a mano fitti fitti su carta oramai ingiallita (attenzione: qui la vena più romantica potrebbe prendere il sopravvento).

Le opere in puntasecca

Il materiale di Anselmo Bucci esposto è davvero molto bello e ti proietta – lasciando spazio all’immaginazione del contesto – nelle singole attività della vita al tempo della “Grande Guerra“.

I tratti sono quasi ipnotici, poche linee più o meno marcate delineano i profili, mentre il gioco di chiaroscuro fornisce quella profondità che ti attira verso l’opera.

A mio avviso sono degni di nota “Dans le fort” (con il suo ‘punto luce’), “La guerre horizontale” e “Il rancio” (con il loro sfondo scuro e i contorni dei protagonisti ancora più scuri).

E’ stato interessante soffermarmi su questa mostra, caratterizzata da un risvolto non solo bellico e da vetrine con lo sfondo rosso, la base verde e i disegni su carta bianca. Un inno al nostro tricolore che non può passare inosservato.

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