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Geranio vivace

Essendo evidente la mia attrazione per tutto ciò che è tazza e porcellana, ho seguito con immenso interesse l’approfondimento “I segreti dei gastronomi reali negli antichi scritti d’arte culinaria” inserito all’interno dell’iniziativa “Giovedì sera a Palazzo” organizzata dalla Fondazione Accorsi – Ometto.

Questo, secondo me, è un evento che ben si presta a essere regalato per la Festa della Mamma, ma qualora non fosse possibile, l’alternativa potrebbe essere quella di rivisitare i banchetti e le portate del Cinquecento, Seicento e Settecento per cucinare e imbandire una splendida mensa per lei e con lei. Almeno una volta all’anno si merita delle attenzioni di qualità, no?

Ecco alcuni suggerimenti per allestire una tavola/sala da pranzo degna di una Regina: se avete una credenza mettetela in mostra! Esponete le argenterie, gli accessori della brava massaia oppure le pietanze fredde (tipo gli antipasti) per creare una sorta di buffet o ancora guarnitela con dei fiori (siamo in primavera, la stagione ideale per trovarne di freschi e profumati).

La tavola deve essere ricercata, penso a tovaglioli perfettamente piegati e inamidati, a segnaposto a forma di bocciolo di rosa leggermente profumato, a complementi trasparenti che diano profondità e non appesantiscano (considerate che a Firenze tra il Cinquecento e il Seicento si usavano delle grandi figure di zucchero e venivano fatte scendere dal soffitto delle strutture effimere. Ecco, magari non arriviamo a tanto!).

Per quanto riguarda invece le pietanze, premesso che sono ben lontana dall’essere uno chef, mi permetto di fornire indicazioni abbinabili a piacimento dalla vostra fantasia. Si potrebbero riscoprire dei tortelli spolverati di zucchero, dei pasticci ai profumi, delle “bombe ghiacciate” alla Giovanni Vialardi (sarebbero i nostri semifreddi). Via libera all’uso di spezie ed erbe!

Come alla fine del Medioevo, quando i banchetti duravano anche più di un giorno sia per il numero di portate sia perché intervallati da declamazioni di poesie e da musica, anche noi si potrebbe – per una volta – mangiare con un sottofondo di musica classica al posto del solito tg!

E non fate come nel Settecento che c’era gente che guardava e non mangiava! E’ una festa: tutti devono avere un loro posto e devono assaggiare di tutto!

Nel caso in cui questo bene filiale non potesse essere così manifestato, non resta che l’omaggio floreale, rigorosamente spedito a casa dal fioraio con un biglietto colorato e sagomato colmo di dolci parole.

Per il momento, alla mia di mamma, dedico l’immagine di copertina, scattata sul mio terrazzo adornato da splendidi vivaci gerani curati con tanto amore da ‘quel gran pollice verde’ di Luca!

Auguri a Tutte!

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