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Le acque di Gibilterra

La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino ospita fino al 30 aprile 2015 una mostra gratuita dalla denominazione decisamente attraente: “Ethical Art. Il fine non giustifica i mezzi”.

Si tratta di un’esposizione che mette al centro l’amore e il rispetto per tutto ciò che ci circonda, sia esso umano, animale, vegetale, senza mai ricorrere a immagini o scenari aggressivi, pur mantenendo lo spirito di denuncia ed esaltando la bellezza dell’universo in cui viviamo.

In sala troviamo tutte le declinazioni dell’arte contemporanea (dal libro tattile alla pittura, dalla scultura alla stop motion), arte che esprime concetti così fondamentali che non avrebbero nemmeno bisogno di essere ricordati ma che, purtroppo, la condizione di vita attuale mina ogni giorno. Si parla (e soprattutto si vede) del dovere di tutelare i bambini (Piera Pennone), del potere di ferire e perdonare (Laura Frus), della speranza (Andrea Berlinghieri), del rispetto delle donne nell’accezione più ampia del termine (Greta Staltari).

Ci sono molte opere belle da vedere, tra cui ho scelto:

  1. la stop motion “Odio Fontana” di Maria Madeo, ove il manichino che squarcia la tela e quello che la cuce (oggetti nella realtà inanimati) sono resi vivi dalla successione dei fotogrammi
  2. l’abito scultura di Teresa Musolino (“Cruelty – free – La bellezza può esprimersi senza crudeltà”) che, appeso alla luce del soffitto – e così illuminato nelle elisabettiane fattezze -, è costituito da pluriball: sì, proprio quello usato per imballare e che fin da piccoli ci divertiamo a fare scoppiare!
  3. Il Nutrimento della Terra” di Laura Bonino, un’opera che ritrae una mamma africana con un seno scoperto, un figlio in braccio e gli altri vicini; i colori scelti (l’azzurro, il verde, il viola) sono in perfetta armonia con la pelle luminosa della donna dal cui viso spicca una dolce fossetta
  4. I 3 merli” di Tino Aime, ove in un paesaggio notturno, stellato, innevato (e per questo silenzioso e ovattato) colpiscono a sorpresa delle bacche rosse sui rami di un alberello provato dal freddo

Le idee sono decisamente interessanti e le didascalie sono così ben scritte che quasi ti accompagnano dentro il viaggio mentale dell’artista. E’ una mostra dove si riflette, dove ci sono tutti gli spunti per lavorare su se stessi e dove – sempre e in ogni modo – ci si emoziona.

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