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Fascino e splendore della porcellana a Torino

La splendida cornice della Fondazione Accorsi – Ometto (con la sua scalinata, le sue vetrine perfettamente illuminate, i suoi tappeti blu) ospita fino al 28 giugno 2015Fascino e splendore della porcellana di Torino”, una mostra – unica nel suo genere – che va visitata con un occhio a quella di Palazzo Madama.

Quest’esposizione è decisamente più tecnica e teorica, ma questo non fa che accrescere la passione per la porcellana, della cui storia dobbiamo tenere conto se vogliamo apprezzare fino in fondo una tazza da cioccolata! Vi piace di più adesso vero? Allora cominciamo.

La porcella (menzionata nel famoso libro di Marco Polo) è un prodotto della Cina dell’VIII secolo d. C. formato a seguito della smaltatura di un impasto di minerali e caolino. E’ così bella e resistente che in Italia viene imitata dando origine alla c.d. porcellana tenera, così chiamata perché meno robusta di quella cinese in quanto priva dell’ingrediente principe (il caolino appunto). Per avere invece la c.d. porcellana dura si dovrà attendere il 1710, anno in cui a Dresda se ne scopre la composizione, dando così origine alla famosa manifattura di Messein e a quelle italiane oggetto della mostra.

“Manifattura Rossetti”

Cosa sapere: nata nel 1725 e adibita alla produzione di maiolica, ottiene nel 1737 il monopolio produttivo dell’”oro bianco” e se prima la sua produzione è ispirata alle porcellane bianche della zona di De Hua, dopo è caratterizzata dai rossi colori introdotti da due “arcanisti” viennesi venuti qui a lavorare in gran segreto.

Cosa vedere: la “Serie di Budai, 1737-1742” in porcellana tenera

“Manifattura di Porcellana di Vische”

Cosa sapere: nata del 1765 diviene immediatamente riconoscibile grazie a dei caratteristici segni distintivi. Sue sono le imitazioni degli “Enfants Falconet”, bambini in abiti campagnoli che decoravano i centrotavola utilizzati durante i banchetti.

Cosa vedere: la “Serie di figure di bambini, 1765-1768

“Real Fabbrica delle porcellane di Vinovo”

Cosa sapere: nasce nel 1776 e, dopo aver usato i modelli della Manifattura di Vische, realizza, tra resto, dei fantastici “serviti da tavola” con il motivo fiordaliso e delle splendide tazze da cioccolata. Proprio la cioccolata, la bevanda privilegiata del ‘700, non poteva non essere bevuta nella porcellana (così come il caffè e il the), magari versata da una rara cioccolatiera munita di una piccola apertura sull’estremità del coperchio utile per fare passare uno sbattitore in legno (alleato della schiuma montata!). Se a Palazzo Madama troviamo l’esposizione delle materie prime usate per la produzione, in Fondazione Accorsi – Ometto troviamo il prodotto finito, come lo splendido “Servito da colazione con monogramma di Vittorio Amedeo III di Savoia, 1785 circa”.

Cosa vedere: la cioccolatiera in argento e quella in porcellana

Degno di nota è il bellissimo banchetto allestito a fine mostra, di cui però non vi svelo niente per non rovinare una sorpresa che ho in serbo per voi!

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