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Immaginare la nazione

Oggi è il giorno perfetto per conciliare lavoro, tempo libero e fame di cultura. Chi più chi meno, siamo tutti un po’ provati dalle tavolate pasquali, per cui proporrei una pausa pranzo alternativa e vi consiglierei la mostra “Immaginare la nazione. Saperi e rappresentazioni del territorio a Torino, 1848-1911” ospitata presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e prorogata fino al 12 aprile 2015.

Si tratta di un grande momento di storia di Torino costruito lungo un percorso suddiviso in cinque sezioni dove l’élite culturale e intellettuale dell’epoca anima il dibattito intorno al concetto di nazione.

Il materiale esposto è davvero molto ricco (litografie, strumenti da lavoro, tavole di nomenclatura e didattica, atlanti, stampe) ed emozionante è stato leggere di uno degli esponenti più famosi della mia città natale: Quintino Sella (in mostra è esposta la sua bussola).

Come in tutti i viaggi che si rispettino, anche da questo ho imparato alcune cose interessanti:

  1. la frase che mia mamma mi ripete in continuazione non è farina del suo sacco: quando le chiedo: “Come stai?” lei mi risponde: “Tiriamo innanzi”. Beh, questa è la celebre frase pronunciata – in dialetto milanese e in un contesto decisamente diverso – da Amatore (Antonio) Sciesa, quando dagli austriaci fu fatto transitare sotto casa sua con la speranza che confidasse i nomi dei suoi compagni complici
  2. a Chiavari c’è un monumento in memoria di Vittorio Emanuele II (di Luigi Brizzolara e datato 1898): chissà quante volte ci sono passata davanti senza accorgermene. Provate a vedere, magari anche nel vostro luogo del cuore c’è un po’ di questa storia!
  3. a Torino, culla della pubblicazione sia educativa sia turistica, nacque il fondamentale “Dizionario della lingua italiana” di Niccolò Tommaseo secondo il quale il più stringente elemento unificante della nazione era proprio la lingua.

Tra i diversi documenti si ha la possibilità di calare la propria realtà personale nella storia nazionale e credetemi, non è poco! Alla fine del percorso vi sentirete appagati e rigenerati, pronti per affrontare il pomeriggio… se non proprio felici almeno con il sorriso sulle labbra!

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